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Afghanistan - La guerra segreta
di Manlio Dinucci - 9 aprile 2010 – Voltairenet.org
Il Generale McChrystal, che aveva creato gli squadroni della morte per
eliminare i bersagli designati dal vice-presidente Cheney, non sopporta
più il sistema da lui messo in piedi. L’attuale comandante in capo delle
troppe in Afghanistan, vede la sua strategia perturbata dagli interventi
segreti delle Forze speciali che sfuggono al suo controllo. Sollecita
una riorganizzazione del sistema. Non per virtù, ma per ristabilire la
sua autorità.
Michael D. "Mike" Furlong, consigliere di pianificazione strategica
presso il Comando congiunto delle operazioni di guerra
dell’informazione. Sottraeva dei fondi da un programme ufficiale per
pagare le informazioni fornitegli da contrattisti privati, con lo scopo
di individuare dei bersagli e di farli assassinare dalle Forze speciali.
Il gen. Stanley McChrystal, comandante delle truppe Usa e Nato in
Afghanistan, è preoccupato: le Forze per le operazioni speciali sono
«responsabili di un gran numero di vittime civili ed operano secondo
proprie regole» [1]
Tra gli ultimi episodi venuti alla luce c’è quello verificatosi in un
villaggio della provincia di Paktia, dove è piombata di notte una
squadra delle forze speciali Usa (non in uniforme) alla ricerca di due
sospetti talebani. Ha invece ucciso il capo della polizia locale e un
magistrato e, quando tre giovani donne hanno cercato di soccorrerli,
sono state anch’esse uccise. Diversi testimoni raccontano di aver
trovato le donne legate e imbavagliate e con tagli di coltello sul
corpo.
A questo McChrystal ci è abituato: dal 2003 al 2008 ha diretto il
Comando congiunto per le operazioni speciali e, secondo il giornalista
investigativo Seymour Hersh (Premio Pulitzer), ha organizzato un
«settore esecutivo per l’assassinio», collegato al vice-presidente
Cheney, attivo soprattutto in Iraq e Afghanistan [2]. Ora però, nel suo
nuovo incarico, McChrystal vuole porre le forze speciali sotto più
stretto controllo per «ridurre le vittime civili» e quindi il
«sentimento antiamericano» che aumenta tra la popolazione.
La cosa non è semplice. Sotto le operazioni belliche ufficiali, è in
corso in Afghanistan una guerra segreta in cui la Cia svolge un ruolo
crescente. Essa ha costituito una rete di piccole basi, da cui operano
gruppi di agenti per individuare i capi degli insorti ed eliminarli. Le
informazioni sono spesso fornite da «contrattisti indipendenti» al
servizio del Pentagono e delle varie agenzie. Essi costituiscono un vero
e proprio esercito ombra, il cui numero supera i 100mila, addetto a vari
compiti.
Uno
squarcio su queste operazioni segrete si è aperto quando il New York
Times [3] ha riportato il caso di Michael Furlog, un ex ufficiale
ora impiegato civile del Pentagono, che ha usato un fondo di decine di
milioni di dollari, ufficialmente destinato a raccogliere informazioni
su alcune aree tribali, per costituire una rete di contrattisti con il
compito di individuare, nella zona di confine col Pakistan, «sospetti
militanti» da eliminare. Sono state a tale scopo incaricate due agenzie
private: la International Media Ventures, costituita da ex ufficiali
delle forze speciali, che si occupa di «comunicazione strategica e
campagne mediatiche» per conto del Pentagono e di suoi comandi; la
American International Security Corporation, anch’essa costituita ad ex
militari e agenti segreti, che si occupa di «fornire sicurezza» a
governi, agenzie e multinazionali.
Non si sa quanti «sospetti militanti» siano stati eliminati in base alle
informazioni delle due agenzie, né in che modo esse siano state pagate
(a forfait o in base al numero). Tantomeno si sa se, per aumentare il
guadagno, esse abbiano indicato qualche povero pastore come un
pericoloso capo talebano, da eliminare con un’azione delle forze
speciali o, in maniera più asettica, con un missile lanciato da un aereo
senza pilota comodamente guidato con un joystick da una base negli Stati
uniti.
Manlio Dinucci
Geografo. Ultimi lavori pubblicati:
Geograficamente. Per la Scuola media, (3 volo.), Zanichelli (2008);
Escalation. Anatomia della guerra infinita, DeriveApprodi (2005).
[1] « U.S. Is Reining In Special Operations Forces in Afghanistan », di
Richard Oppel et Rod Nordland, The New York Times, 16 marzo 2010.
[2] Dichiarazione di Seymour Hersh durante una conferenza all’Università
di Minnesota, il 10 marzo 2009. Vedere anche: «’You can’t authorize
murder’ : Hersh », intervista di Seymour Hersh con Abbas Al Lawati, Gulf
News, 12 maggio 2009.
[3] « Contractors Tied to Effort to Track and Kill Militants », di
Dexter Filkins et Mark Mazzetti, The New York Times, 14 marzo 2010.
FONTE:
http://www.voltairenet.org/article164783.html
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