
Pic. “Il presidente Mahmud
Abbas, ordinando alla sua delegazione presso il Consiglio dei diritti
dell’uomo a Ginevra di ritirare il Rapporto Goldstone, ha salvato gli
occupanti israeliani dalla condanna della Corte penale internazionale per
i loro crimini a Gaza”. E' quanto ha dichiarato ieri, 6 ottobre, il
relatore dell’Onu per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati,
Richard Falk, durante una conferenza stampa.
“La Comunità internazionale ha compiuto
molti sforzi per adottare il Rapporto Goldstone. Ma alla fine il delegato
dell’Anp l’ha ritirato fino a marzo prossimo. Ciò rappresenta un colpo di
grazia ai tentativi di rendere efficace il rapporto facendolo adottato dal
Consiglio”, ha sottolineato Falk.
“È scioccante che i palestinesi stessi si
adoperino per salvare Israele dalla condanna, tanto più che i loro
pretesti sono abbastanza strani”, ha aggiunto.
Falk ha spiegato infatti che alcune
questioni commerciali hanno condotto al ritiro del Rapporto: l’Entità
Sionista avrebbe minacciato Abbas di ritirare l’autorizzazione ad
investire in una società di telefonia mobile in Cisgiordania, il cui
presidente è proprio uno dei figli di Abbas.

Gaza – Infopal.it. Le vittime di
guerra a Gaza: “L’Anp ci ha pugnalati alla schiena, ma non rinunceremo al
nostro diritto di veder giudicati i leader dell’occupazione israeliana”.
Il rinvio del voto sul Rapporto Goldstone da
parte dei rappresentanti dell’Anp a Ginevra ha provocato grande rabbia nei
familiari delle vittime dell’ultima aggressione israeliana a Gaza, i quali
hanno intrapreso alcune iniziative per denunciare quest’ultimo
"tradimento" commesso dall’Anp, definito come una “pugnalata alla schiena
del popolo palestinese”.
Tristezza e sgomento sono evidenti sui volti
dei familiari delle vittime: “È sensato che l’assassino si veda assolto
dai traditori palestinesi?”. I familiari delle vittime hanno fatto appello
alle organizzazioni che si occupano di diritti umani e alle leadership
palestinese ed arabe affinché inoltrino il Rapporto Goldstone ai tribunali
internazionali, aiutandoli perciò a far processare i leader israeliani per
i crimini commessi.
Shock e condanna. Almazha
as-Sammouni, una bambina che nell’ultimo massacro israeliano a Gaza ha
perso più di trenta familiari, tra cui la madre, fratelli e zii, ha
affermato: “Quando ho sentito che l’Anp aveva rinviato il voto sul
Rapporto Goldstone sono rimasta scioccata”. E si è poi chiesta amaramente:
“Quale presidente al mondo venderebbe i diritti del suo popolo? È
possibile che un presidente si accanisca contro il proprio popolo
incitando gli occupanti a bombardarlo con missili ed aerei?”.
“Io non considero Mahmoud Abbas il mio
presidente, poiché è colui che mi ha privata del diritto di tradurre in
tribunale i criminali di guerra israeliani che nell’ultima aggressione a
Gaza hanno mi hanno assassinato i familiari davanti agli occhi. Anzi,
andrebbe portato lui in tribunale, con l’accusa di aver svenduto i diritti
del suo popolo”.
La bambina ha poi incitato tutte le
coscienze vigili e le organizzazioni che si occupano di diritti umani nel
mondo ad interessarsi immediatamente alla cosa, presentando il Rapporto
Goldstone al Consiglio di Sicurezza dell’Onu affinché condanni i criminali
di guerra israeliani.
Almazha as-Sammouni ha infine voluto
ringraziare il giudice Goldstone per il suo Rapporto, nel quale sono ben
evidenti i crimini di guerra israeliani a Gaza, e ha chiesto a chi ne ha
la competenza di continuare ad impugnare questo Rapporto di modo che gli
occupanti israeliani vengano giudicati per i crimini commessi contro di
lei e la sua famiglia.
Disprezzo del sangue di migliaia di
vittime. Muhammad Abu Hamila, che ha perso nell’aggressione
israeliana la moglie, i suoi tre figli e la casa, considera il rinvio
della votazione sul Rapporto Goldstone da parte dell’Anp una forma di
disprezzo del dolore e del sangue di migliaia di martiri caduti nel
massacro di Gaza.
Per Abu Hamila, la responsabilità di quel
che è avvenuto a Gaza è degli occupanti israeliani e di Mahoud Abbas, che
posponendo il voto sul Rapporto Goldstone ha salvato dal tribunale i
leader israeliani: “Egli non può rinunciare ai nostri diritti barattando
il sangue dei nostri figli in cambio di poco o nulla dal punto di vista
politico”.
Gravi ripercussioni. Molti
giuristi ed esperti di diritti umani vedono il rinvio del voto sul
Rapporto come un implicito incoraggiamento rivolto agli israeliani, che
così possono continuare a violare i diritti del popolo palestinese. Il
rinvio del voto sul Rapporto, irresponsabile e demoralizzante, avrà perciò
gravi ricadute sulla ricerca della giustizia.
‘Isam Younis, direttore del Centro al-Mizan
per i diritti umani, afferma che “questo passo dell’Anp comporterà gravi
ripercussioni sugli sforzi per la ricerca della giustizia, poiché per la
prima volta viene ricompensato il carnefice e non la vittima”.
“Gli occupanti si sono sempre impegnati
affinché non venisse formata una commissione d’inchiesta e, una volta
formatasi, quest’ultima non facesse proprie le conclusioni del rapporto.
Ciò rappresenta un grave pericolo verso tutto ciò che facciamo, tuttavia
le dimensioni delle distruzioni e la quantità delle vittime a Gaza
c’impongono fermezza”.
“Ieri la Commissione sui diritti umani
doveva ratificare le conclusioni del Rapporto, perciò siamo stupefatti del
comportamento dell’ANP, che ha rimandato l’appuntamento al prossimo
marzo”.
Circa il ruolo delle organizzazioni dei
diritti umani dopo la richiesta di rinvio da parte dell’Anp, Younis
afferma che “esse sono salde nel perseguire i criminali di guerra
israeliani per tradurli davanti a dei tribunali internazionali, perciò
moltiplicheranno i loro sforzi per dare giustizia alle vittime di queste
violazioni dei diritti umani”.