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Esiste
la lobby ebraica?
Mauro Manno

Solo pochi
anni fa, chi osava porre questa domanda veniva subito tacciato di
«antisemitismo». E non solo da sionisti o ebrei, ma soprattutto da
personaggi di 'sinistra'. Dopo la guerra contro l'Iraq, che Israele è
riuscita a far fare per procura agli Usa, ciò non è più possibile. Due
rispettabili studiosi americani, Mearsheimer e Walt, con dovizia di
particolari, hanno provato che Israele, attraverso la sua lobby in
America, ha il potere di determinare la politica estera USA a suo
vantaggio.
Fa meraviglia che oggi la cosiddetta 'sinistra', e non solo quella
non-alternativa, sia scivolata nel pantano ripugnante dei sostenitori
del sionismo, delle colonie, di Israele, e dei suoi innumerevoli e
sempre nuovi crimini? No nessuna meraviglia. É la logica conseguenza di
scelte sciagurate di tanti anni fa. Quando si definisce il sionismo
'lotta di liberazione degli ebrei', di tutti gli ebrei, anche dei
non-sionisti o dei non israeliani, allora è logico dire che chi si
oppone a Israele, cioè al frutto della 'lotta di liberazione', è solo un
«antisemita», non vuole che gli ebrei siano liberati, li vuole
semplicemente sopprimere. Ma se il sionismo è la 'lotta di liberazione
degli ebrei', perché tanti ebrei, comunisti, socialisti, semplicemente
democratici, si sono opposti al sionismo? erano contro la loro
liberazione?Perché oggi questo genere di persone continua ad esistere
nella comunità ebraica mondiale?
Una lotta di liberazione è tale perché libera un territorio da una
potenza coloniale, non dai suoi abitanti. Il sionismo invece ha
patteggiato con l'impero britannico il possesso della Palestina e infine
l'ha 'liberata' dei suoi abitanti palestinesi, per costruire uno Stato
che oggi costituisce la punta di diamante dell'imperialismo occidentale,
quello americano in testa.
Prima ancora che lo dicessero i sionisti o Israele, la 'sinistra'
italiana, confondendo sionismo e ebraismo, lanciava a destra e a manca
facili accuse di «antisemitismo». Oggi che la destra storica è
filo-israeliana perché è filo-imperialista e filo-americana, la sinistra
si trova spiazzata. Gli antisemiti storici sono diventati filo-semiti,
Fini e la stessa Mussolini sono buoni amici di Israele, anzi accusano la
'sinistra' di tradire Israele e di essere inconsapevolmente a fianco dei
'terroristi'. Gli unici «antisemiti» oggi sono gli anti-imperialisti,
gli «anti-americani», coloro che combattono il sionismo e Israele.
Fassino si dichiara apertamente e senza vergogna 'sionista', Bertinotti
sostiene che "è difficile criticare Israele", la maggior parte dei
sostenitori di Israele però preferisce tacere, il che, davanti ai
crimini di guerra e quelli contro l'umanità che Israele commette tutti i
giorni (oggi a Gaza e in Libano), equivale a un chiaro sostegno. Chi
tace acconsente. I più 'coraggiosi' si spingono tanto in avanti da
sussurrare a labbra strette che le risposte di Israele "sono
sproporzionate". Sproporzionate? Distruggere un paese, uccidere
centinaia di civili, creare un disastro umanitario dislocando 1 000 000
persone per ottenere il rilascio di due soldati rapiti è solo una
risposta 'sproporzionata'?
Si dice poi che quella di Israele è 'una risposta' al rapimento dei
soldati e quindi in qualche modo la si giustifica. Una risposta? Chi ha
cominciato a rapire militanti palestinesi, o a ucciderli, in retate e
assalti ai territori palestinesi. Sono circa 8 000 i palestinesi rapiti,
in carcere senza processo e accuse, come a Guantànamo, ci sono anche
donne e ragazzi. Ci sono ancora resistenti libanesi nelle prigioni
israeliane, rapiti in tempi di pace, anche se la resistenza
all'occupazione del Libano meridionale ha cacciato gli Israeliani nel
2000. Di questi i nostri 'sinistri' o 'sionistri' non dicono niente?
Ma «Israele ha il diritto di difendersi» dice Bush su suggerimento di
Olmert. «Israele ha il diritto di difendersi» grida la sionistra in
coro, compreso Bertinotti. Certo è naturale, chi è attaccato ha diritto
di difendersi. Non lo si può certo negare. Ma le cose non stanno così.
Gli attaccati, dal 1948, sono i palestinesi, l'intero mondo arabo. Si
toglie loro la Palestina, la si dà ai sionisti, si impedisce la nascita
di uno Stato palestinese, si conquistano e non si rendono territori
arabi, si sommergono i paesi vicini di profughi palestinesi, si invadono
e si distruggono con mille pretesti i paesi vicini, e tutto questo non è
attaccare? Per chi accetta l'esistenza dello Stato sionista, nato da un
sopruso imperialista e non da una 'lotta di liberazione', è logico dire
che esso è attaccato, soprattutto perché è alleato dell'Occidente. E poi
è uno Stato «democratico» e chi lo attacca è «terrorista». Per chi non
accetta lo Stato sionista, proprio perché è nato da un sopruso
imperialista (anche se camuffato con il travestimento della 'Legalità
Internazionale'), è logico schierarsi con gli oppressi, con i
palestinesi, con i senza Stato, i profughi, i «terroristi». Noi
proponiamo che in Palestina si giunga al più presto alla costituzione di
un solo Stato Democratico per palestinesi ed ebrei (un uomo, un voto).
Come è successo in Sud Africa. Ma questo comporta lo scioglimento dello
Stato sionista per soli ebrei, uno Stato di apartheid. Come era il Sud
Africa prima della liberazione.
Perché questa posizione ragionevole e democratica, che permetterebbe,
tra l'altro, agli ebrei di liberarsi veramente della loro mentalità da
ghetto (Israele è uno Stato-Ghetto per soli ebrei), non si afferma nel
mondo tra i democratici, nella sinistra, anche se essa si richiama a
valori umanitari, di uguaglianza, di tolleranza, ai princìpi di
democrazia e di libertà? Qualcuno dirà: perché la sinistra ha tradito i
suoi stessi principi e valori fondanti. Certo. Ma questa risposta non ci
soddisfa.
Torniamo alla domanda iniziale: Esiste la lobby ebraica?
Per Jeff Blankfort, un ebreo anti-sionista coerente e coraggioso,la
risposta è SI ! Dal suo scritto possiamo capire come gli Stati Uniti
d'America, avendo venduto le loro istituzioni parlamentari alla lobby
ebraica, si presentino in Medio Oriente operando contro quei principi di
libertà e uguaglianza che tanto spesso proclamano essere i valori
fondanti della loro democrazia. Certo gli Stati Uniti sono imperialisti,
ma cosa ci guadagnano dall'essere complici e responsabili della mancata
nascita di uno Stato palestinese, seppur piccolo e striminzito? Cosa
perdono invece, con la loro incondizionata politica pro-israeliana, in
termini di influenza presso i paesi arabi? Non sono poi Israele e la
lobby ebraica che spingono gli Stati Uniti contro i popoli arabi? Cosa
ci guadagnano oggi gli Stati Uniti acconsentendo alla distruzione del
Libano? La lezione dell'11 settembre non sono stati capaci di capirla
bene. Forse perché la lobby ebraica americana ha impedito che si
sviluppasse un dibattito serio sui frutti di una politica estera
totalmente pro-israeliana. L'imperialismo americano, pur restando
imperialista, avrebbe tutto da guadagnare da un atteggiamento più
equidistante. Anzi riuscirebbe forse a perseguire meglio i suoi
obiettivi almeno in relazione ai regimi arabi filo-occidentali che hanno
sempre più difficoltà a gestire le masse arabe solidali con i
palestinesi e fortemente anti-israeliane e sempre più anche
anti-occidentali.
In Italia, esiste la lobby ebraica? Non solo esiste ma è forte e, fatto
grave, non ha oppositori o persone che ne denunciano la pericolosità. Il
partito Radicale di Pannella-Bonino-Capezzone prende soldi e ordini da
Tel Aviv. Il governo (con le nostre tasse) gli paga, stupidamente, la
gestione faziosa e sionista di Radio Radicale. Perché sono tanto
interessati a piazzare loro accoliti in ministeri come gli Esteri, la
Difesa, le Relazioni col Parlamento europeo? Perché non la Sanità, la
Pubblica Istruzione, per esempio? A parte le considerazioni sulla loro
forza elettorale, è chiaro che a loro interessano quei ministeri che
hanno a che fare con gli Stati Uniti e Israele. Perché si muovono da
destra a sinistra a seconda delle possibilità di vittoria dell'uno o
l'altro polo? Per entrare comunque al governo, qualsiasi esso sia, per
fare gli interessi d'Israele.
E veniamo al Giornale-Partito-Sionista-Italiano "La Repubblica"
dell'ebreo sionista De Benedetti. Schierato con la sionistra esercita
una grande influenza sul gruppo dirigente DS e in mille modi ne
condiziona la politica e la cultura. É riuscito a sostituire 'L'Unità'
come giornale del partito di maggior peso nell'Unione, con la
sua'Repubblica'. Esercita anche una nefasta influenza culturale nella
società. I DS, non più un partito di militanti ma un movimento
elettorale e d'opinione, non erano più in grado di mantenere in vita,
con le sottoscrizioni e i festival, il giornale del partito, per cui
hanno accettato l'offerta di sionizzarsi con De Benedetti. Il glorioso
'L'Unità' di un tempo è stato dato in gestione ad un altro ebreo
sionista, Furio Colombo, ex-uomo Fiat e amico di Kissinger, che lo
mantiene in vita con i denari (ancora) di De Benedetti. La lobby ebraica
italiana, come il Partito Radicale, lavora a destra e a sinistra, sui
due tavoli del potere. Così è riuscita a piazzare Feltri al giornale
'Libero' di Berlusconi, e in più vari suoi uomini in altri giornali e
alla televisione. Mieli alla direzione del 'Corriere', l'esagitata
Fiamma Nierenstein alla 'Stampa', Clemente Mimoun, al TG1, il suo amico
Enrico Mentana a Canale 5, Gad Lerner alla 7. Ci limitiamo ai posti
dirigenti, non accenniamo nemmeno ai semplici giornalisti. La comunità
ebraica italiana conta circa 40 000 membri. C'è una città italiana con
una popolazione di queste dimensioni da cui provengono tanti direttori
di giornali e telegiornali così importanti? Immaginate tanti direttori
di giornali r TV provenienti da Merano (Meran) e tutti osannanti alla
politica austriaca o tedesca. C'è evidentemente una strategia di
attenzione ai Media italiani da parte della lobby ebraica italiana (e
internazionale). La stessa strategia risultata vincente in America. Oggi
poi dobbiamo aggiungere Sky (in America: Fox) del famigerato Rupert
Murdoch, australiano di nascita, ma da madre ebrea e quindi vero ebreo.
Questo amico di Sharon ha avuto un ruolo mondiale importante
nell'orientare l'opinione pubblica a favore della guerra in Iraq e a
favore di Israele. É uno strumento importante nella cosiddetta «guerra
al terrore» di USA e Israele, o meglio di USrael. Tutti se la prendono
con gli sciocchi vanitosi sionisti di bandiera Ferrara e Fede, nessuno
nota le vere forze vive del sionismo in Italia.
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