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"Notizie dalla Terra Santa"

 

Anno VI - 2010

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Questa Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tutte le dichiarazioni degli autori nei testi citati, reputa che esse siano comunque utili fonti di informazione e riflessione.

Non omologati in alcun schieramento, in rispetto della libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo irrinunciabile e giusto dare spazio a molte voci del dissenso, altrove negate.

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Galeotta fu la Shoah. E chi la narrò

(Dante Alighieri Junior)

Angelino Alfano (Ministro alla Giustizia) e Gianfranco Micciché (sottosegretario allo sviluppo economico) sono due Ministri del Governo Berlusconi. Angelino Alfano (della provincia di Agrigento) e Gianfranco Micciché (palermitano) sono due siciliani. Conoscono ed amano il teatro dialettale siciliano. E sopratutto la “opera dei pupi”. E da “pupi” si comportano. E, se il “pupo Orlando” vinceva le tenzoni coi suoi nemici grazie alla Durlindana, il “pupo Alfano” vince la sua tenzone con Micciché appellandosi alla “Shoah” (1).

Potreste dirmi: “Che c’entra la Shoah con i problemi della Sicilia”? Cercherò di rispondervi. Da qualche anno in Sicilia gli aderenti del PdL si sono divisi in due tronconi: “PdL ufficiale” e “PdL Sicilia”. Pomo della discordia è Raffaele Lombardo, Governatore della Regione Sicilia. A detta di taluni Lombardo governava male la Sicilia e, sopratutto, con il suo piccolo partito (MPA) rischiava di erodere voti e potere al PdL. Ragione per cui i quadri ufficiali siciliani del PdL sabotavano Lombardo, del quale erano alleati. Questo suscitò la reazione di altri che si ribellarono e, in nome degli interessi dei Siciliani, dettero vita ad un gruppo particolare (PdL Sicilia) che sostiene Lombardo.

Da qualche anno i due gruppi vivono da “separati in casa” e i tentativi di un chiarimento sono risultati vani. Finché un giorno Angelino Alfano e Renato Schifani si sono detti: “Quando il giuoco si fa duro, i duri scendono a giocare”. E fu così che aprirono i colloqui con il “ribelle Micciché”. Ahimè! Micciché argomentò in maniera impropria: volendo significare che i Siciliani rischiano di compromettere i loro interessi se non si oppongono a certe richieste della Lega Nord, disse: “Non vorrei che ci finisse come gli ebrei ottimisti di Germania, che furono quelli che restarono in Germania (1). Il tanghero, evidentemente, sconosce la buona educazione. E il culto che si deve agli Ebrei e alla “Shoah”.

Paragonare poi i Siciliani e i loro problemi agli Ebrei e alla Shoah! Si può essere più irriverenti di così? Fu così che “pupo Alfano” chiuse il “colloquio chiarificatore”. Non senza fare i debiti riti di purificazione per i paragoni blasfemi: “Terremoti incrociati e lite furibonda con Alfano, pronto al suo contrattacco dal suo blog, cominciando con le scuse alla comunità ebraica” (1). Insomma: rottura irreparabile. E così Micciché farà il “pupo siciliano”, mentre Alfano continuerà a fare il “pupo romano”. Al servizio di Berlusconi, degli USA e di Israele.

La Sicilia e i Siciliani? E che volete? Vorreste forse confrontarli con Israele e gli Ebrei? Non è che siete anche voi antisemiti? Vergogna!

 

Antonino Amato

antonino-amato800@alice.it

 

(1) “Ex amico. Fai il tuo partito. Lite tra Micciché ed Alfano” in “Corriere della Sera” dell’11 aprile 2010, pagina 12.

 

Link a questa pagina: http://www.terrasantalibera.org/galeotta_fu_la_shoah.htm

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