Dirk
Zimmerman è un altro giovane tedesco che si è autodenunciato in patria
per “negazionismo” dell’Olocausto. E’ stato condannato il 23 Ottobre
2009 a 9 mesi di prigione senza condizionale. Ecco il resoconto
dell’udienza in cui è stata decisa la sua condanna:
“Oggi ha avuto luogo il processo, lungamente atteso, contro Dirk
Zimmerman, che aveva inviato una copia delle Conferenze
sull’Olocausto[1]
di Germar Rudolf al sindaco di Heilbronn e rispettivamente ai pastori
cattolico e protestante della sua comunità. L’aula del tribunale era
stracolma, molti visitatori hanno dovuto portarsi dietro la sedia da
altre sale dell’edificio in modo da potersi sedere. I sostenitori si
sono comportati tutti in modo magnifico – niente risate, risatine,
brontolii, nervosismi o mormorii ecc, assolutamente nulla. Tutti ben
vestiti. Il giudice – Frank Haberzettel – ha aperto l’udienza alle
13.45, circa. Ha dapprima verificato le generalità di Dirk, poi il
pubblico ministero ha letto l’imputazione. La solita roba. Il libro di
Rudolf è pieno di antisemitismo, istiga all’odio razziale, Zimmerman ha
messo in pericolo la quiete pubblica distribuendo il libro e, inoltre,
Zimmerman vuole che i destinatari diffondano il detto libro. Ha chiesto
una condanna a 9 mesi, senza sospensione della sentenza.
Dopo che l’avvocato di Dirk aveva puntualizzato che non avrebbe annoiato
la corte con la presentazione di mozioni, Haberzettel ha proceduto a
interrogare l’imputato. Le domande sono state molto dirette: Perché ha
inviato le copie del libro? E’ d’accordo con il contenuto del libro di
Rudolf? Ha letto altre cose sull’argomento, come libri “mainstream” di
storia della seconda guerra mondiale? Perché ha mandato copie del libro
a quei destinatari specifici? In caso di condanna, continuerebbe su
questa strada dopo aver scontato la pena? Ecc. ecc. Dirk ha risposto a
tutte le domande con sincerità, calma e chiarezza, mettendo soprattutto
in chiaro che egli dubita della veridicità della Olo-storia e chiedendo
il diritto alla libertà di opinione e di parola. Tuttavia, l’ultima
domanda era delicata, poiché Dirk non voleva mentire. Haberzettel ha
ripetuto la domanda varie volte, perché Dirk trovava difficile
rispondere in modo sincero senza vanificare ogni speranza di assoluzione
trovandosi però nello stesso tempo nell’impossibilità di mentire.
Dopo che l’imputato ha risposto alle domande, Haberzettel ha chiamato un
testimone – il funzionario di polizia che aveva interrogato Dirk per
primo. Il funzionario ha detto alla corte che Dirk era d'accordo con i
contenuti del libro e che l’imputato gli ha fatto una buona impressione.
Il testimone ha poi detto alla corte che l’imputato aveva cancellato la
parola “tedesco” nella parte del verbale in cui si dichiara la
nazionalità della persona, e l’aveva sostituita con “Reich tedesco”.
Richiesto del perché aveva agito in tal modo, Dirk aveva fatto notare
che “tedesco” è un aggettivo e non può essere usato correttamente per
descrivere la nazionalità.
Poi è stata la volta delle dichiarazioni conclusive. Il pubblico
ministero ha evidenziato il pericolo del negazionismo e della diffusione
di questo tipo di letteratura, riferendosi al libro di Rudolf come un
cumulo di porcherie, e ha descritto Dirk come un fanatico confuso e
contorto. La solita roba. Poi ha parlato l’avvocato di Dirk, che ha
detto di credere totalmente all’Olocausto ma che Dirk è un bravo ragazzo
che non ha fatto nulla di male e che dovrebbe essere assolto. Infine, è
stato Dirk a rendere la sua dichiarazione, con cui ha mostrato che il
pubblico ministero aveva mentito quando ha detto che Dirk aveva chiesto
ai destinatari del libro di diffonderlo – cosa che Dirk non aveva fatto,
e ha anche mostrato che essere bollato come fanatico è assolutamente
ridicolo, visto che lui è interessato solo alla libertà di parola. Tutto
sommato, un discorso breve e buono, che veniva dal cuore.
Haberzettel si è poi ritirato per 40 minuti per prendere la sua
decisione. Alle 15.35 ha letto il verdetto: 9 mesi di reclusione, la
sentenza non sarà sospesa. Come motivazione ha detto che la libertà di
parola è garantita ma che essa non si estende all’Olo. Non vi può essere
discussione sull’Olo perché è avvenuto. Di nuovo, la solita roba. Mentre
per la severità della sentenza, il giudice ha fatto notare che Dirk non
ha afferrato il “ponte d’oro” che gli era stato offerto, e cioè ha
risposto in modo sbagliato alla domanda finale: avrebbe continuato anche
in futuro sulla stessa strada? Haberzettel ha detto che il profilo
sociale di Dirk era davvero buono, poiché è sposato, ha due bambini e
non ha precedenti penali. E ha poi fatto la seguente affermazione: “Il
suo profilo criminale però è scioccante e sono convinto che non abbiamo
ancora visto l’ultima delle sue malefatte”.
E questo è tutto: per aver mandato il libro di Rudolf a tre persone,
Dirk Zimmerman, padre di due bambini, nessun precedente penale, con un
lavoro fisso, è stato condannato a 9 mesi di prigione".
Markus Haverkamp
[1]
http://vho.org/dl/ENG/loth.pdf
ottobre 2009
FONTE:
http://andreacarancini.blogspot.com/2009/10/dirk-zimmerman-cosi-si-condanna-un-uomo.html
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/galera_democratica_tedesca.htm