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"Notizie dalla Terra Santa"

 

Anno VI - 2010

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Organizzatore proteste Ambasciata Italia: "Gesù esempio di pensiero Basiji".

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Giovedì 11 Febbraio 2010 08:54

 

Intervista di Radio Italia con Mahyar Mohammadi, studente del terzo anno d’ingegneria dell’Università Elm-o-San’at di Teheran, tra gli organizzatori delle manifestazioni dello scorso 9 febbraio davanti all’ambasciata italiana a Teheran. Audio dell'intervista in persiano


Signor Mohammadi, può raccontarci chi sono stati coloro che hanno protestato dinanzi all’ambasciata italiana a Teheran e per quale motivo lo hanno fatto?

“In nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Non c’è forza a meno che questa derivi dal Signore, l’Altissimo, l’Immenso.
Le cose in pratica sono andate così: negli ultimi giorni, io e miei amici all’università Elm-o-San’at ci siamo scambiati tramite i messaggini e gli Sms tre notizie che ci hanno davvero offeso.
Per prima cosa abbiamo saputo che in Francia, a Neuphle le Chateau (villaggio dove l’Imam Khomeini trascorse l’esilio prima del ritorno in Iran il primo Febbraio 1979/ndr) vi erano in programma delle manifestazioni culturali per la commemorazione dell’Imam Khomeini, manifestazioni che sono state rovinate dalla polizia francese.
Poi abbiamo anche appreso che le autorità israeliane hanno chiesto al primo ministro italiano Berlusconi di inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche.
Infine anche il governo olandese aveva diffuso una nota offensiva nei confronti di una delle istituzioni della Repubblica Islamica dell’Iran.
E così usando solo i nostri telefonini e non altro, abbiamo informato i ragazzi dei diversi dipartimenti e devo dire che alla fine non eravamo nemmeno tantissimi.
Però abbiamo sentito il dovere di mettere in guardia Francia, Italia e Olanda e per questo abbiamo deciso di andare a protestare davanti le loro ambasciate, nella speranza che pongano fine alle azioni contro l’Iran.
Siamo stati lì, abbiamo anche diffuso un comunicato al termine delle nostre dimostrazioni e credo che i video e le immagini delle dimostrazioni siano stati visti da tutti.
Oggi però ci siamo accorti che il Ministro degli Esteri italiano ha detto che quei manifestanti «non erano studenti» ma «un gruppo di Basiji».
In risposta a questui voglio dire che per prima cosa, se mettiamo così le cose, dobbiamo dire che «tutto il popolo iraniano» è un «gruppo di Basiji»; questo «gruppo di Basiji» però è lo stesso che nel corso di questi 31 anni ha impedito alle potenze prepotenti di accaparrarsi le ricchezze del nostro paese; in altre parole, bisogna ricordare che i paesi prepotenti non hanno potuto far niente dinanzi al popolo coraggioso dell’Iran.
Ma ora mi rivolgo al dignitoso popolo italiano e a tutti coloro che ascoltano o ascolteranno la mia voce: la definizione del Basij che il Ministro degli Esteri italiano aveva in mente è molto probabilmente errata; il termine Basiji indica una persona che è disposta a sacrificarsi per gli ideali in cui crede, per la giustizia e per la patria.
Basiji significa uomo pronto al sacrificio, significa persona innamorata della sua patria e delle giuste cause. Basiji significa colui che non è assolutamente disposto a chinarsi davanti ai prepotenti del mondo e a coloro che chiedono più di quanto gli spetta per diritto.
Grazie al cielo oggi tutto il popolo iraniano ha la propensione a dare persino la vita per difendere la patria.
Il grande popolo italiano, un popolo religioso che ospita anche il Vaticano, conosce alla perfezione lo spirito del sacrificio e dell’abnegazione. Se io volessi nominare un esempio dello spirito e del pensiero Basiji nella cultura cristiana, non potrei citare miglior esempio di Gesù Cristo (la pace sìa con lui), Colui che era pronto al sacrifico per la sua gente.
Ma se nella mente del Ministro degli Esteri italiano, la definizione di «gruppo di Basiji» è un gruppo di persone collegate al governo o a qualsiasi altro gruppo politico che a scopo di lucro e contro la volontà della gente, sono disposte a inscenare manifestazioni, allora dobbiamo dire che questa definizione è semplicemente errata.
È sufficiente che le autorità italiane vadano a rivedere le immagini che i media di tutto il mondo hanno ripreso da Teheran lo scorso 30 Dicembre; se vedranno quelle immagini, con le strade di Teheran gremite di gente, credo che capiranno la verità.
Purtroppo ormai è l’abitudine dei politici occidentali far passare per «pochi» i loro «oppositori» e far passare per «numerosi» i loro «sostenitori»; la questione è che questi errori di calcolo li portano a fare errori ancora più grossi sulla valutazione della situazione in Iran.
Noi consigliamo a questi signori di occuparsi degli affari interni del loro paese invece di intromettersi in quelli degli altri paesi; l’Occidente è stato colpito da una profonda crisi economica e le notizie dei problemi economici della gente e della disoccupazione dei giovani in quei paesi arrivano anche da noi.
Secondo me si dovrebbero concentrare sulla corruzione morale ed economica dei loro uomini di governo; è degno di nota che «il coinvolgimento negli affari mafiosi» e le notizie sul profilo «donnaiolo» del premier italiano Berlusconi, hanno trasformato lo stesso Berlusconi e l’Italia nello zimbello della politica internazionale e in una specie di barzelletta tramandata a voce negli ambienti politici di tutto il mondo.
Mi auguro di cuore che il popolo d’Italia, nelle prossime elezioni, elegga un premier degno del glorioso nome dell’Italia, e non una persona come il Signor Berlusconi".

A cura di Davood



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http://www.italianradio.ir/index.php/interviste/10794-organizzatore-proteste-ambasciata-italia-qgesu-esempio-di-pensiero-basijiq

http://www.terrasantalibera.org/intervista_organizzatore_protest.htm

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