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TEHRAN DICHIARA LO STATO DI EMERGENZA SUL CONFINE OCCIDENTALE.
VA IN SCENA IL
TERZO ATTO DEL DRAMMA IRAN-USA-ISRAELE
Dr. Bhaskar
Balakrishnan - Khaleej Times - 10 luglio 2010
traduzione a
cura di Comedonchisciotte.com
Due
settimane fa il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha adottato, sebbene non
all’unanimità, la Risoluzione 1929, con la quale ha imposto nuove
sanzioni all'Iran.
La Turchia e il Brasile hanno votato contro mentre, tra i 15 membri del
Consiglio, il Libano si è astenuto. Gli Stati Uniti e i loro alleati
hanno esercitato una forte pressione affinché le sanzioni fossero
approvate, facendo delle concessioni al fine di portare dalla loro parte
Russia e Cina.
La mossa fa seguito a mesi di inutili sforzi compiuti per raggiungere un
accordo tra l’Iran e i P5 più la Germania in merito alla questione
nucleare. Il compromesso trovato all’ultimo minuto da Turchia e Brasile
affinché l’Iran consegnasse 1.200 kg di uranio impoverito non è riuscito
nel suo intento di soddisfare gli USA.
Com’era prevedibile, l’Iran ha rigettato la risoluzione del Consiglio di
Sicurezza, bollandola come illegale, dichiarando al contempo la sua
intenzione di proseguire con i propri programmi nucleari. Nel frattempo,
il Congresso americano ha stilato un pacchetto sanzionatorio più aspro,
che coinvolgerebbe anche le società fornitrici di petrolio o coinvolte
in transazioni finanziare con l’Iran localizzate in paesi terzi.
E il presidente Obama sembra avere poca scelta al di là
dell’approvazione. L’Europa ha adottato la sua versione delle stringenti
sanzioni contro l’Iran. Sul fronte militare, il 22 giugno Israele ha
lanciato un sesto satellite spia Ofek-9 perché si concentrasse
sull’Iran. Questo satellite ha una fotocamera più avanzata con una
risoluzione di 0,5 metri.
Un’importante esercitazione militare si è tenuta al largo della costa
mediterranea tra il 6 e il 10 giugno. L’esercitazione ha coinvolto la
portaerei americana Truman, i gruppi d’attacco collegati, oltre a navi
tedesche e israeliane. L’esercitazione Juniper Stallion 10
consisteva in esercizi di bombardamento eseguiti dagli aerei americani e
israeliani, compresa la difesa anti-missilistica israeliana ed è
significativa in merito alle voci che girano circa un possibile attacco
militare all’Iran.
Da allora, il gruppo di battaglia Truman è transitato attraverso Suez il
18 giugno, diretto nel Golfo d’Arabia dove avrebbe raggiunto il gruppo
di battaglia Eisenhower, che si trovava là.
Il 22 giugno l'Iran ha dichiarato lo stato d’emergenza sul confine nord
occidentale, sostenendo che le forze americane e israeliane si fossero
concentrate in Azerbaijan, pronte ad attaccare gli insediamenti nucleari
dell’Iran. Fonti iraniane sostengono che Israele abbia trasferito un
vasto numero di bombardieri nelle basi situate in Azerbaijan, passando
attraverso la Georgia, e che le Forze Speciali americane si siano già
raggruppate in Azerbaijan per prepararsi all’attacco.
Il dott. Uri Arad, uno dei principali consiglieri del primo ministro
Netanyahu, ha detto lo scorso 22 giugno che un attacco militare
preventivo contro l’Iran potrebbe “alla fine” essere necessario. Il 17
giugno il Segretario alla Difesa Robert Gates ha detto ai senatori
americani che l’Iran potrebbe sparare salve di centinaia di missili
contro bersagli dislocati in Europa e, nonostante le obiezioni russe, ha
parlato in favore di un più forte scudo missilistico in Europa. I
giornalisti hanno sottolineato che ciò potrebbe significare una minaccia
ben più ampia per Israele, considerando la presenza di un ampio numero
di missili a corto raggio in Siria e di Hezbollah in Libano.
Fonti americane dicono che ad alcuni operatori anziani di Al Qaeda, come
ad esempio Saif al-Adel, residenti in Iran è stato concesso di lasciare
il paese attraverso la Siria al fine di dirigere attacchi terroristici
su bersagli americani. Questi resoconti sembrano finalizzati a ossidare
ulteriormente il regime iraniano e a dipingerlo come sostenitore del
terrorismo internazionale.
Tutti questi sviluppi mettono in luce una situazione di crescente
tensione nella regione. Un piccolo incidente potrebbe innescare una
reazione più ampia. E’ possibile che l’Iran decida di soddisfare le
proprie necessità di carburante attraverso società situate in paese
terzi, che non hanno rapporti commerciali con gli Stati Uniti.
Sarebbe difficile dal punto di vista legale per i paesi terzi applicare
delle restrizioni a società che vogliono rifornire benzina in Iran, in
assenza di alcun divieto in questo senso da parte del Consiglio di
Sicurezza dell’ONU. In ogni caso, facilmente il governo Americano
metterà pressione sui paesi e cercherà di fermare questo commercio
indiretto.
Mentre il dramma Iran-USA-Israele si dirige verso il secondo atto, i
paesi della regione dovrebbero essere pronti a far fronte alle
spiacevoli conseguenze dell’acuirsi di tensioni e conflitti.
Il Dr Bhaskar Balakrishnan è un ex ambasciatore indiano a Cuba. Ha
anche lavorato come rappresentante presso l’ILO di Ginevra
Titolo originale: "Tehran declares State of Alert on its Western
Border: Iran-US-Israel Drama goes into Act II "
Fonte: http://www.khaleejtimes.com
- 25.06.2010
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RACHELE MATERASSI
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7238
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