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Anno IV,  Comunicato del giugno 2009

 
     
 

QUESTA Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tuttE le dichiarazioni degli autori

nei testi citati, reputa che esse siano comunque UTILi fonti di informazione, testimonianza e riflessione.

Non omologati in nessuno schieramento e in rispetto di quella libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo IRRINUNCIABILE E giustO dare spazio a MOLTE voci del dissenso, ALTROVE NEGATE.

 
 

 

Obama e la “Pace” in Palestina

Kutaiba Younis

 

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In seguito al discorso di B. Obama all’università del Cairo in molti si sono lanciati, e senza badare a spese, in una campagna mediatica, tutta volta all’ottimismo, come se la pace fossi cosa fatta. Obama non ha detto niente di trascendentale, ha solo promesso, esattamente come fecero tutti i suoi precedenti, che il conflitto mediorientale sarà al centro della sua agenda politica- un proclama roboante ma privo di sostanza. Egli a parole ha fatto della Road Map il suo progetto, un progetto monco che non rende assolutamente giustizia al popolo palestinese, ha detto e ridetto che la soluzione "due stati due popoli" è l’unica percorribile. Obama non ha parlato della questione più spinosa, ovvero il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi, nulla sul nodo di Gerusalemme, sugli insediamenti ha solo chiesto uno stop sia alla costruzione di nuovi colonie che all’ampliamento di quelle esistenti (almeno su questo è stato consapevolmente sincero ammettendo che le colonie sono già troppe e sono un ostacolo alla pace). Ma se non vi è una traccia di come egli voglia perseguire gli obiettivi annunciati della sua politica mediorientale, perché allora tutto questo entusiasmo?

Obama nel suo discorso ha velatamente parlato dei mali fatti che gli Usa hanno compiuto e continuano a farlo in tutto il Medioriente. Ha parlato dell’orrore della guerra scatenata contro gli iracheni, ma non ha chiesto scusa al popolo iracheno per il massacro che gli Usa e la loro coalizione hanno perpetuato contro la popolazione (2.5 milioni di iracheni ammazzati sia per effetto dell’embargo che in seguito alla guerra, più di cinque milioni di iracheni hanno dovuto lasciare il loro paese per effetto della violenza e del caos conseguenti, biblioteche date alle fiamme, musei saccheggiati e l’industria distrutta). Obama, in nome degli americani, doveva chiedere il perdono, invece….

Invece continua ad appoggiare un governo iracheno sciacallo ed illegittimo. Non hanno ancora chiuso le prigioni quindi non ancora liberato le migliaia di ribelli iracheni all’occupazione dal giogo della tortura che si fa sistematica nelle loro gattabuie.

Obama ha detto che la pace si ottiene con mezzi pacifici attaccando nello stesso tempo le forze della resistenza arabe. Ha avallato il diritto di Israele a difendersi omettendo di dirci che proprio Israele è l’aggressore. Giustifica l’aggressione israeliana contro la striscia di gaza e attribuisce le responsabilità al lancio dei rudimentali missili della resistenza.

Da dove nasce l’ottimismo dei più per il discorso di Obama? Difficile da capirlo, eppure egli arriva in Medioriente in qualità di ancora di salvataggio sia per gli israeliani stessi (l’immagine di Israele nel mondo è a livelli allarmanti) sia per i regimi arabi marionette. Quest’ultimi, Anp compresa, hanno bisogno di qualsiasi "regalo", allo scopo di calmare la protesta. Regimi che traballano per la loro inettitudine, perché è stata denudata la loro complicità con lo stato sionista, la loro piena collaborazione alla mattanza di Gaza etc. Uscire dallo stallo e rimettere il cosiddetto "processo di pace" in moto, al di là dei traguardi, è l’unico loro obiettivo cosi da tenere occupata la propria popolazione in questo processo senza fine.

Occorre convenire, inoltre, che la campagna lanciata dagli Usa è volta anche a ricompattare il fronte anti iraniano. Ora, anche per i suddetti regimi arabi, il nemico non è più Israele, ma l’Iran. Addolcire la pillola di un possibile futuro attacco all’Iran passa con quanto è stato lanciato da Barak Obama come messaggio di riconciliazione (falsa) con il mondo arabo e musulmano. Il tentativo di neutralizzare la Siria avalla questa tesi. Obama nell’occasione si è fatto prete citando brani dai libri "sacri", il tutto, più di 5000 parole che compongono il suo discorso recitate a memoria come un bravissimo scolaro. Questo almeno rientra nell’invito che egli rivolge al mondo musulmano di naturalizzare i propri rapporti con Israele, allo scopo di dare un segnale positivo volto ad incoraggiare i riluttanti pacifisti. Ma egli non ha chiesto nulla a Israele, tranne il suo pronunciamento in favore di uno stato palestinese, come e dove questo debba sorgere non è chiaro. Non ha chiesto la liberazione degli 11.500 e più prigionieri che soffrono condizioni insopportabili dovute all’inasprimento deciso dal governo israeliana dopo la campagna bellica contro Gaza, non ha chiesto lo smantellamento dei check points che strangolano la vita dei palestinesi, non ha chiesto di porre fine al criminale embargo contro Gaza. Obama parla di democrazia che rispetti le tradizioni ma dà manforte ai despoti arabi… questo è stato Obama all’università del Cairo.

Obama è stato eletto perché occorreva un inequivocabile segnale di cambiamento politico agli Usa. L’immagine della confederazione nord americana nel mondo è stata molto danneggiata dalla combriccola degli imbecilli dell’era bushiana. La crisi economica ha colpito duramente e, il prestigio stesso degli Usa nel mondo è troppo basso. Obama ha questo unico compito e null’altro. Esso non ha nessun potere effettivo per obbligare Israele ad accettare una pace giusta, non ha nessun potere per restituire il maltolto ai palestinesi. Egli è solo il grande oratore che deve comunicare, nel modo che sa fare lui, le decisioni presi nei centri di poteri statunitensi.

Come vediamo, la sostanza della politica statunitense in Medioriente non è cambiata, è cambiata indubbiamente la forma. Ma tutto ciò, come tutte le menzogne ha le gambe corte e presto questo grande bluff sarà denudato e svelato.

 



Link originale 13 giungo 2009

www.uruknet.info?p=s9983

 

 

Questa pagina

http://www.terrasantalibera.org/obama_pace_pale.htm

 


 

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