Quando si visita per la prima
volta Salfit, si ha immediatamente l'impressione che ci sia qualcosa
di sbagliato. Forse è la torretta militare in cima alla collina che
domina la città, che dà l’impressione ci sia sempre qualcuno che ti
sta guardando, o forse è la vicinanza dell’insediamento israeliano di
Ariel, con i suoi tetti rossi, così vicino a Salfit, eppure così
diverso delle case di pietre bianche palestinesi.

Territori
Palestinesi.Veduta della città di Salfit.
Salfit è una città piccola, con
una popolazione di soli 9.750 abitanti, mentre il Distretto nel totale
ha una popolazione di 70.000 abitanti. La città è situata al centro
della Cisgiordania, a lato di una lunga valle, a metà strada fra
Nablus e Ramallah. L'agricoltura è un settore importante
dell’economia, ed in particolare la coltura delle olive e dell’uva,
così come le mele e le mandorle. Tutto questo conferisce al paesaggio
il carattere tipico della Cisgiordania, con grandi campi coltivati
divisi soltanto da piccoli muretti di pietra.
Salfit è una delle città del
nord Cisgiordania più toccate dalla presenza degli insediamenti di
coloni israeliani nei Territori Palestinesi Occupati (OPT). Ariel, il
più grande insediamento in tutta la Cisgiordania è costruito, insieme
ad altre 16 colonie, sulla terra di Salfit, con una popolazione totale
di circa 40.000 coloni. La presenza di questi insediamenti interessa
la zona, oltre che per la confisca delle terre per sviluppare
l’insediamento, anche per il percorso del muro di separazione,
costruito proprio per "proteggere" gli insediamenti dalla popolazione
palestinese locale.
Nella zona di Salfit il muro
procede serpeggiando all'interno della linea verde nel territorio
palestinese per oltre 15 chilometri. Le zone che il muro separa dai
territori palestinesi includono l’insediamento di Ariel, oltre alle
zone industriali di Barkan e di Zahav. La città di Salfit, inoltre è
situata nella regione più ricca d’acqua dell’intera Cisgiordania.
L’acqua non era mai stata un problema per la popolazione della zona
prima dell'arrivo dei coloni, ma tutto è cambiato con l'istituzione
dell’insediamento a seguito della guerra del 1967.

Palestina,
Cisgiordania, complesso industriale di Bruqin.
Sedici pozzi artesiani sono
stati confiscati da allora poiché i rifornimenti idrici sono stati
riorientati, per varie miglia, per arrivare ad Israele e fornire
l’acqua dei pozzi ai coloni di Ariel. Gli israeliani ed i coloni
consumano cinque volte più acqua dei Palestinesi locali, tuttavia i
Palestinesi la pagano ad un prezzo che è il 300% in più. I villaggi
vicini di Kifr Al-Dik e di Bruqin sono costantemente in insufficenza
idrica e spesso senza acqua affatto, poichè le risorse sono usate dai
coloni.
La strada che conduce ai due
villaggi non è pavimentata; è piena di buchi e di curve. La strada
principale precedente, asfaltata e veloce, proveniente dal nord del
Distretto, è ora all’interno della zona "di sicurezza", presa da
Israele, sotto controllo dei militari israeliani e riservata ad uso
dei coloni che vivono là. L'unica strada disponibile per i Palestinesi
adesso è questa strada non asfalatata né battuta, che
percorre la zona agricola di Salfit per quasi 15 chilometri, portando
ad almeno 20-30 minuti un viaggio che prima ne durava cinque, ed
aggiungendo un'altra frustrazione alla vita quotidiana dei civili
palestinesi che vivono nella zona.

Tubo di scarico che
dalla zone industriale di Burqin, scarica le acque sporche
direttamente sui campi da pascolo palestinesi.
È precisamente percorrendo
questa strada che diventa chiaro che cosa c’è di sbagliato. È l'odore:
un odore nauseante di acque di scarico. Questa sensazione è confermata
quando si osserva alla destra della strada, dove sembra esserci un
fiume. Ed è un fiume, ma non un fiume naturale di acqua che sgorga
dalle falde freatiche sotterranee, di cui il distretto di Salfit è
pieno. Questo è un fiume di acque di scarico, una fogna a cielo
aperto, proveniente direttamente dall’insediamento di Ariel e dalla
zona industriale di Barkan.
Per gli scorsi nove anni, il
comune ha provato a costruire un impianto di depurazione per le acque
di scarico dei residenti palestinesi. L’impianto doveva essere
costruito sulla terra del distretto di Salfit, a 13 chilometri dalla
città. Il comune ha ricevuto una donazione di 22 milioni di shekels
dal governo tedesco per costruire l’impianto ed un tubo di
collegamento alla città, ma i militari israeliani hanno fermato la
costruzione ed hanno sequestrato l'apparecchiatura, poichè questa
avrebbe potuto interferire con gli insediamenti israeliani vicini.
L'apparecchiatura è stata restituita circa 18 mesi dopo. Di
conseguenza, il comune ha dovuto farsi fare un prestito per comprare
dell’altra terra, otto chilometri più vicino alla città, ed un
prestito ulteriore di 2 milioni per risistemare le tubature ed i cavi
elettrici. Comunque, anche se l’autorità civile israeliana ha
approvato la locazione del nuovo impianto, il muro di separazione
previsto nella Cisgiordania separerà Salfit dal suo impianto di
depurazione, che allora sarà, molto probabilmente, oggetto di confisca
da parte dei coloni israeliani.

Territori
Palestinesi. Il fiume che le acque di scarico delle colonie
hanno formato nella valle di Salfit la percorre interamente fino
alla linea verde.
La situazione attuale, secondo
l’agenzia delle NU OCHA, è la seguente:
Israele ha costruito un impianto di
depurazione per l’insediamento di Ariel, capace di depurare circa 0.95
milioni di metri cubici di acque di scarico ogni anno, mentre i coloni
ne producono 2.27 milioni, lasciando quindi 1.32 milioni di metri
cubici di acque di scarico non trattate, circa il 78% della produzione
di acqua non trattata totale, che quindi scolano diritti nella valle
vicina Al-Matwi.
Questa valle, oltre che la valle
di Wadi Qana, ospita inoltre le circa 80 fabbriche della zona
industriale di Barkan, produttrici di prodotti chimici, plastica ed
olio, con un'uscita di 0.81 milioni di metri cubici di acque di
scarico all’anno. Tutte queste acque di scarico, convergendo, hanno
formato un fiume nella zona, che scorre dall’insediamento di Ariel,
verso la linea verde, passando attraverso il terreno agricolo ed i
villaggi di Kifr Al-Dik e di Bruqin.
Quest’acqua, oltre che essere la causa
dell'odore nauseante che si spande per l'intera valle, ha contaminato
la pompa dell'acqua che fornisce il 25% dell'acqua potabile del
Distretto, situata nella stessa zona.
Il ministero della sanità palestinese ha avvertito la popolazione del
distretto di Salfit di non usare l'acqua, anche per gli animali, ed ha
provato a risolvere il problema aggiungendo più cloro. Di conseguenza,
entrambe le pompe della zona, chiamate Al-Matwi e Shamiyeh, sono
contaminate ed i comuni dei villaggi devono comprare la loro acqua
dall'azienda israeliana, Mekorot, pagando quasi cinque volte il prezzo
dell'acqua locale.

Territori
palestinesi, Le mucche pascolano e bevono l'acqua dal fiume
formato dalle acque di scarico delle colonie.
Il problema delle acque di scarico, tuttavia, è collegato non soltanto
all’acqua potabile e alle pompe. Infatti, la zona dove il fiume si è
formato è l'unico posto dove i pastori locali possono portare i loro
animali. Camminando lungo la strada dalla città ai villaggi, è
frequente vedere mucche, pecore e capre dei pastori locali che bevono
l'acqua del fiume chimico e mangiano sull'erba che cresce sulla riva
fertile. In più, mentre il fiume serpeggia attraverso il terreno
agricolo, le radici degli albe