Dal blog di Marco Pasqua
Ricercatore negazionista, Pacifici: Negli atenei c’è rete “amica”.
Lancia un appello al mondo accademico,
perché «si ribelli» e intervenga «a tutela degli studenti». Riccardo
Pacifici, presidente della Comunità ebraica romana, ha già preannunciato
che denuncerà il professore negazionista e i suoi siti, ma chiede anche
ai colleghi di agire per «evitare che certe persone possano entrare in
contatto con gli studenti». Al telefono da Israele dice:
«Il corpo
docente non volti la faccia, prenda atto del problema e ci aiuti
affinché l´Italia si doti di leggi che rendano reato il negazionismo».
Il caso di Caracciolo è tutt´altro che isolato: per Pacifici negli
atenei italiani esisterebbe una «vera e propria rete negazionista», che
unisce «alcuni docenti e studenti». La definisce una “joint venture” nel
nome dell´odio per Israele e gli ebrei, alimentata, tra le altre cose,
dalle esternazioni del presidente iraniano. Una rete antisemita che ha
trovato nel web un alleato. Già nell´ottobre dello scorso anno,
l´esponente della comunità ebraica aveva consegnato alla polizia postale
un dossier, nel quale era riportato un nutrito elenco di siti con
contenuti antisemiti e negazionisti. Le indagini sono ancora in corso,
ma adesso, dice, «è arrivato il momento di parlarne».
«Il problema della
rete è che non ha controlli – sottolinea Pacifici. Il rischio, di fronte
ad un sito aperto a Mosca, è che ci si possa scrivere di tutto.
Bisogna
intervenire dal punto di vista legislativo anche in questo senso». Le
dichiarazioni di sdegno, che si sono susseguite nel corso della
giornata, «non sono sufficienti», continua: «Non basta una condanna
unanime. Bisogna agire sul profilo penale».
http://marcopasqua.eu/2009/10/ricercatore-negazionista-pacifici-negli-atenei-ce-rete-amica/
Dal blog di Marco Pasqua
Ricercatore negazionista, il rettore: “Vada a Dachau”.
Dalla comunità ebraica romana al
rettore, sono durissime le reazioni alle tesi negazioniste del
ricercatore Antonio Caracciolo, docente di filosofia del diritto
alla Sapienza di Roma. Il rettore della
Sapienza Luigi Frati, invita “il professore ad andare a
Dachau”. La Comunità ebraica romana
preannuncia un’iniziativa legale: “Ci sono molti “signor nessuno” –
dice il presidente, Riccardo Pacifici, parlando da Israele – che
pensano di aver una ribalta e una notorietà cercando di sorprendere
o di stupire. Questi signori devono sapere che i tempi
dell’indignazione della protesta non hanno più senso. L’Italia.
l’Europa le Nazioni Unite hanno fatto propria la lezione della Shoah
a tal punto che il 27 gennaio, Giornata della Memoria è celebrata
ovunque. Questi “signori” in alcuni paesi europei, purtroppo ancora
non in Italia, sono perseguiti dalla legge per le tesi che
sostengono. Ed è per questo che, come abbiamo fatto con altri,
adiremo le vie legali”. Il sindaco, Gianni Alemanno, che domenica
volerà ad Auschwitz nell’ambito dell’iniziativa del Viaggio della
Memoria, chiede che si prendano provvedimenti: “Mi attiverò con il
rettore – ha spiegato – affinché il professore venga sospeso.
Chiederò ovviamente accertamenti. Ho letto che è anche iscritto a un
club di Forza Italia. Faremo verifiche anche in questo senso”. Per
Alemanno il professore “o è in malafede o non ha nessun fondamento
culturale”. Gli risponde subito Frati, che preannuncia
provvedimenti: “Ringrazio il sindaco per la sollecitudine in questa
circostanza. Ci stiamo attivando per valutare un provvedimento
disciplinare nei confronti di Caracciolo”. Il presidente della
Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, si dice certo che “sarà
l’università stessa a reagire”: “Le notizie apparse oggi su
Repubblica sono la drammatica conferma di quello che diciamo da
tempo: la nostra missione è evitare che la memoria diventi storia e
che si perda la forza che deve avere la comprensione dei fatti
storici. La cosa che più mi preoccupa è che ci sono tanti casi di
negazionismi non affermati con questa spudoratezza ma che vivono
nell’ambiguità di posizioni di non coerenza, che sono anche peggiori
di chi si assume la responsabilità di dirlo”. Tra quanti chiedono
l’allontanamento del docente, Flavio Arzarello, coordinatore
nazionale della Fgci, e il presidente del consiglio comunale di
Roma, Marco Pomarici, secondo il quale “non è tollerabile che
determinate affermazioni circolino liberamente nella più grande
Università europea, per di più, in un corso dove si insegna la
filosofia del Diritto. Simili teorie possono generare odio e
recrudescenze di antisemitismo è di tutta evidenza quindi che
Caracciolo non è adatto all’insegnamento e va allontanato”.
L’importanza dell’educazione e della formazione dei giovani viene,
invece, sottolineata dall’assessore capitolino alla Cultura, Umberto
Croppi: “È necessario coltivare e approfondire il tema della memoria
e la scuola riveste un ruolo fondamentale. Serve una presenza
pedagogica su questo punto”. Il sito
“Informazione Corretta”, che già seguiva i blog del docente,
commenta: “In altri paesi sarebbe già stato condannato da un
tribunale, in Italia no. La legge c’è, è la Mancino, ma non è
mai stata applicata. Finirà a tarallucci e vino anche questa volta”.
Interviene anche il presidente della Regione,
Piero Marrazzo, che vorrebbe “poter guardare negli occhi
questo professore”, per potergli “trasmettere le immagini che
io mi sono portato da Auschwitz, dallo Yad Vashem”. E, sulla linea
di quanto affermato da Frati, che aveva auspicato un viaggio del
docente a Dachau, Marrazzo dice: “Vorrei che lui andasse a Birkenau
ed entrasse nella stanza dei bambini”. L’eco della notizia arriva
anche al Festival Internazionale del Film, in corso a Roma e dove i
fratelli Joel e Ethan Coen, nell’ambito della presentazione del loro
ultimo lavoro, hanno commentato: “Mamma mia! Ci sono molti pazzi nel
mondo, è molto strano sentire cose di questo genere in un contesto
accademico”.
Il docente non sembra voler arretrare rispetto alle sue posizioni:
“Mi sento in una botte di ferro, io sono un ricercatore e ho
l’obbligo e il diritto di ricerca”. Parla di un “attacco” da parte
dei “sionisti”, e chiama in causa gli “avversari di ‘Informazione
corretta’, un gruppo sionista il quale ritiene che a prescindere da
tutto bisogna sempre essere favorevoli a Israele”. “Ai miei studenti
– dice a proposito della sua attività accademica – insegno a
ragionare. Ne ho pochi, meno di una decina, perché Scienze politiche
non è molto frequentata, il programma di quest’anno verte su un
libro di Carl Schmitt che io ho tradotto, quindi non tratto i temi
dell’Olocausto”. Caracciolo ci tiene anche a sottolineare di aver
tradotto e curato, con un propria prefazione, diversi libri del
giurista e filosofo politico tedesco Carl Schmitt, sostenitore del
regime nazista.
http://marcopasqua.eu/2009/10/ricercatore-negazionist-condanna-unanime/
Link a questa pagina:
http://www.terrasantalibera.org/pacifici_istigatore.htm