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"Notizie dalla Terra Santa"

 

Anno VI - 2010

                                    www.TerraSantaLibera.org         www.HolyLandFree.org

Questa Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tutte le dichiarazioni degli autori nei testi citati, reputa che esse siano comunque utili fonti di informazione e riflessione.

Non omologati in alcun schieramento, in rispetto della libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo irrinunciabile e giusto dare spazio a molte voci del dissenso, altrove negate.

APPELLO D'AMICIZIA E SOLIDARIETA'

 

L'AMICO FADI SHIRAK  E SUA MOGLIE FILISTINIA DIVENTERANNO CORAGGIOSAMENTE PADRE E MADRE

PER LA SECONDA VOLTA NELLA LORO PALESTINA OCCUPATA.  NON LASCIAMOLI SOLI.

 

Chi ha conosciuto Fadi e Filistinia, durante la loro breve visita italiana (e nelle conferenze che con lui abbiamo organizzato a Torino, Roma, Palermo, grazie alla collaborazione e partecipazione sensibile di alcuni amici italiani), sa della sua generosa disponibilità a mettere in gioco se stesso per la causa della sua terra e del suo popolo.

 

Fadi è un palestinese di Jenin, Territori palestinesi occupati, cittadina duramente provata nel 2002 dai bombardamenti e rastrellamenti israeliani. Come sempre accade, durante le operazioni di pulizia etnica israeliane, e la recente "Operazione Piombo Fuso" di Gaza nè è la prova lampante (dopo oltre 60 anni di identiche tattiche genocidarie), le vittime di tali bombardamenti e uccisioni sono sia i partigiani resistenti che la popolazione civile. Jenin ancora oggi è sotto occupazione militare israeliana, nonostante si trovi nei Territori sotto l'Autorità Palestinese (a parole, ma non nei fatti), e per entrare o uscire bisogna passare sotto le forche caudine giudaiche (che spesso, come è accaduto anche ai nostri gruppi di pellegrini/testimoni, impediscono il transito, l'ingresso o l'uscita, e sono gestite da ufficiali-ragazzini americani o russi, che non sanno parlare neppure l'arabo o l'ebraico, ma solo l'inglese: veri colonizzatori, fuori luogo geograficamente e storicamente...). Fadi a quei tempi era un ragazzo che frequentava l'Università palestinese ed in quei frangenti vide spegnersi le vite innocenti di molti amici e conoscenti, colpevoli solo di essere arabi e palestinesi. Le bombe israeliane non fanno distinzione se cristiani, cattolici o musulmani.

 

Fadi lavorava per una compagnia che, come spesso accade sempre più frequentemente, ha ridotto il personale lavorante. Egli è quindi dovuto emigrare per cercare lavoro, ma l'ha voluto fare restando nella sua terra, la Palestina, nonostante egli abbia amici, anche come noi, che sarebbero disponibili, e lui lo sa, ad offrirgli supporto logistico anche altrove. Ha quindi trovato da lavorare a Betlemme, villaggio che fa sempre parte del West Bank occupato.

 

Fadi e Filistinia sono cattolici, arabi, palestinesi, nazionalisti, e non hanno nessuna intenzione di abbandonare la propria terra all'occupante israelita.

Essi vogliono lavorare e resistere civilmente nella terra dove sono nati, dove sono vissuti i loro genitori, i loro nonni, i loro antenati, continuando a generare speranze di vita per il futuro della Terra Santa di Palestina.

Ne hanno tutto il diritto e possono solo essere fieri delle loro scelte.

 

Dovremmo tutti prendere esempio da questi ragazzi, che nonostante le condizioni precarie di lavoro e di vita, per di più sotto una ferrea occupazione militare straniera, una delle più crudeli e genocidarie che la storia ricordi e ricorderà, decidono di compiere l'atto tra i più eroici e altruistici pensabili per la loro amata terra: dare nuove vite, nuove speranze, generare figli. Sicuramente un atto d'amore, al pari e forse di più di chi da la propria vita per la causa in cui crede.

Perchè qui stiamo parlando di una vita che si accende, non che si spegne.

 

L'appello che facciamo in quest'occasione a voi tutti che leggete e che ci conoscete, è di non lasciare Fadi e Filistinia da soli a dover contare solo sulle loro proprie forze, ma ad aiutarli, per quello che è possibile, a superare anche le difficoltà economiche (e non sono poche) contingenti. Una maggior sicurezza, anche economica, darebbe loro più serenità e tranquillità in questi difficili momenti, permettendo loro di viverli più felicemente.

Non si tratta solo di solidarietà materiale, ma anche di testimonianza d'amicizia e vicinanza d'animo: coraggio Fadi e Filistinia, non siete soli, vi siamo amici, vi vogliamo bene, e sappiamo che state compiendo un grande passo.

 

Chi, come chi scrive queste poche righe, è stato graziato dalla nascita di più figli ed ora è circondato da molti nipotini, sa quanto sia importante, al di là di tante chiacchiere e proclami, compiere quel gesto che solo può garantire continuità e speranza agli uomini e donne di buona volontà: fare figli, crescere la famiglia.

Per un mondo depravato al punto che i nostri giovani non fanno figli, non si sposano, non hanno il coraggio di mettere su famiglia, una famiglia vera, fatta di uomini e donne che prolificano e non "coppie di fatto", magari gay, che fornicano soltanto, se non hanno casa, lavoro, e almeno vissuto sino a quarant'anni di divertimenti, bagordi, stravaganze, viaggi, vacanze, sesso, droga e rock&roll..., scelte come quelle di Fadi e Filistinia sembreranno folli. Ma si ricordino tali cerebrolesi da "grande fratello", che se essi oggi respirano è solo grazie ai loro genitori e nonni, che nonostante la precarietà e le guerre del secolo scorso li hanno procreati.

 

Un'ultima annotazione: il bambino/a che Fadi e Filistinìa stanno mettendo al mondo è stato concepito nel mese di settembre, durante la loro permanenza italiana, quando nostri ospiti graditi, come fratelli, ci hanno accompagnato dal Piemonte alla Sicilia, alla scoperta della nostra bella terra italica.

L'aria d'Italia evidentemente ha fatto loro bene: continuiamo a fargliela sentire.

 

Inviate una donazione cliccando sul tasto "DONATE"  (in prima pagina in alto a sinistra sotto la foto delle due signore con il bambino in braccio) seguendo le istruzioni e inserendo come causale "PER FADI".

Inviate un eventuale messaggio di conferma e di auguri a Fadi e Filistinìa a questo indirizzo email aid(chiocciola)terrasantalibera.org specificando come soggetto "PER FADI E FILISTINIA". Noi gli faremo pervenire tutto. Fadi ci sta leggendo e lo sa.

 

Ma non lasciamoli soli.


 

Importante Nota di Redazione: con i tempi che corrono è ancor più difficile attraversare i check-points degli occupanti, e questo vuol dire, in parole povere, doversi spostare anzi-tempo nelle città e villaggi dove si trovano gli ospedali, per essere vicini e pronti per quando inizierà il travaglio. Ciò significa, per essere sicuri di non rischiare di partorire ad un check-point (se non ha creparci insieme al bambino), muoversi anche settimane prima e provvedere a pernottamenti e pasti in luoghi lontani da casa, mentre gli uomini fanno la spola e trascorrono ore e giornate ai posti di blocco per riuscire a continuare a lavorare.

Non aggiungiamo altro, a parte un ringraziamento particolare a Roberto, Lelluccio, Danilo, Mauro, Giuseppe, Vera, Laura.

 

Attendiamo fiduciosi una vostra maggiore e generosa partecipazione, ringraziando, qui e ora, tutti coloro che

 hanno fatto sentire la loro presenza.

 


 

FdF per la Redazione di www.TerrasantaLibera.org

marzo 2010

 

http://www.terrasantalibera.org/solidarieta_per_fadi_e_filistinia.htm

http://www.holylandfree.org/solidarieta_per_fadi_e_filistinia.htm

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