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APPELLO D'AMICIZIA
E SOLIDARIETA'
L'AMICO FADI
SHIRAK E SUA MOGLIE FILISTINIA DIVENTERANNO CORAGGIOSAMENTE PADRE
E MADRE
PER LA SECONDA
VOLTA NELLA LORO PALESTINA OCCUPATA. NON LASCIAMOLI SOLI.

Chi ha conosciuto Fadi e Filistinia,
durante la loro breve visita italiana (e nelle
conferenze che con lui abbiamo organizzato a Torino, Roma, Palermo,
grazie alla collaborazione e partecipazione sensibile di alcuni amici
italiani), sa della sua generosa disponibilità a mettere in
gioco se stesso per la causa della sua terra e del suo popolo.
Fadi è un
palestinese di Jenin, Territori palestinesi occupati, cittadina
duramente provata nel 2002 dai bombardamenti e rastrellamenti
israeliani. Come sempre accade, durante le operazioni di pulizia etnica
israeliane, e la recente "Operazione Piombo Fuso" di Gaza nè è la prova
lampante (dopo oltre 60 anni di identiche
tattiche genocidarie), le vittime di tali bombardamenti e
uccisioni sono sia i partigiani resistenti che la popolazione civile.
Jenin ancora oggi è sotto occupazione militare israeliana, nonostante si
trovi nei Territori sotto l'Autorità Palestinese
(a parole, ma non nei fatti), e per entrare o uscire
bisogna passare sotto le forche caudine giudaiche
(che spesso, come è accaduto anche ai nostri gruppi di
pellegrini/testimoni, impediscono il transito, l'ingresso o l'uscita, e
sono gestite da ufficiali-ragazzini americani o russi, che non sanno
parlare neppure l'arabo o l'ebraico, ma solo l'inglese: veri
colonizzatori, fuori luogo geograficamente e storicamente...).
Fadi a quei tempi era un ragazzo che frequentava l'Università
palestinese ed in quei frangenti vide spegnersi le vite innocenti di
molti amici e conoscenti, colpevoli solo di essere arabi e palestinesi.
Le bombe israeliane non fanno distinzione se cristiani, cattolici o
musulmani.
Fadi lavorava per una compagnia che, come
spesso accade sempre più frequentemente, ha ridotto il personale
lavorante. Egli è quindi dovuto emigrare per cercare lavoro, ma l'ha
voluto fare restando nella sua terra, la Palestina, nonostante egli
abbia amici, anche come noi, che sarebbero disponibili, e lui lo sa, ad
offrirgli supporto logistico anche altrove. Ha quindi trovato da
lavorare a Betlemme, villaggio che fa sempre parte del West Bank
occupato.
Fadi e Filistinia sono cattolici, arabi,
palestinesi, nazionalisti, e non hanno nessuna intenzione di abbandonare
la propria terra all'occupante israelita.
Essi vogliono lavorare e resistere
civilmente nella terra dove sono nati, dove sono vissuti i loro
genitori, i loro nonni, i loro antenati, continuando a generare speranze
di vita per il futuro della Terra Santa di Palestina.
Ne hanno tutto il diritto e possono solo
essere fieri delle loro scelte.
Dovremmo tutti prendere esempio da questi
ragazzi, che nonostante le condizioni precarie di lavoro e di vita, per
di più sotto una ferrea occupazione militare straniera, una delle più
crudeli e genocidarie che la storia ricordi e ricorderà, decidono di
compiere l'atto tra i più eroici e altruistici pensabili per la loro
amata terra: dare nuove vite, nuove speranze, generare figli.
Sicuramente un atto d'amore, al pari e forse di più di chi da la propria
vita per la causa in cui crede.
Perchè qui stiamo parlando di una vita che
si accende, non che si spegne.
L'appello che facciamo in quest'occasione
a voi tutti che leggete e che ci conoscete, è di non lasciare Fadi e
Filistinia da soli a dover contare solo sulle loro proprie forze, ma ad
aiutarli, per quello che è possibile, a superare anche le difficoltà
economiche (e non sono poche) contingenti. Una maggior sicurezza, anche
economica, darebbe loro più serenità e tranquillità in questi difficili
momenti, permettendo loro di viverli più felicemente.
Non si tratta solo di solidarietà
materiale, ma anche di testimonianza d'amicizia e vicinanza d'animo:
coraggio Fadi e Filistinia, non siete soli, vi siamo amici, vi vogliamo
bene, e sappiamo che state compiendo un grande passo.
Chi, come chi scrive queste poche righe, è
stato graziato dalla nascita di più figli ed ora è circondato da molti
nipotini, sa quanto sia importante, al di là di tante chiacchiere e
proclami, compiere quel gesto che solo può garantire continuità e
speranza agli uomini e donne di buona volontà: fare figli, crescere la
famiglia.
Per un mondo depravato al punto che i
nostri giovani non fanno figli, non si sposano, non hanno il coraggio di
mettere su famiglia, una famiglia vera, fatta di uomini e donne che
prolificano e non "coppie di fatto", magari gay, che fornicano soltanto,
se non hanno casa, lavoro, e almeno vissuto sino a quarant'anni di
divertimenti, bagordi, stravaganze, viaggi, vacanze, sesso, droga e
rock&roll..., scelte come quelle di Fadi e Filistinia sembreranno folli.
Ma si ricordino tali cerebrolesi da "grande fratello", che se
essi oggi
respirano è solo grazie ai loro genitori e nonni, che nonostante la
precarietà e le guerre del secolo scorso li hanno procreati.
Un'ultima annotazione: il bambino/a che
Fadi e Filistinìa stanno mettendo al mondo è stato concepito nel mese di
settembre, durante la loro permanenza italiana, quando nostri ospiti
graditi, come fratelli, ci hanno accompagnato dal Piemonte alla Sicilia,
alla scoperta della nostra bella terra italica.
L'aria d'Italia evidentemente ha fatto
loro bene: continuiamo a fargliela sentire.
Inviate una donazione cliccando sul tasto
"DONATE" (in prima pagina in alto a sinistra sotto la foto
delle due signore con il bambino in braccio) seguendo le
istruzioni e inserendo come causale "PER FADI".
Inviate un eventuale messaggio di conferma
e di auguri a
Fadi e Filistinìa a questo indirizzo email
aid(chiocciola)terrasantalibera.org specificando come
soggetto "PER FADI E FILISTINIA". Noi gli faremo pervenire tutto. Fadi
ci sta leggendo e lo sa.
Ma non lasciamoli soli.
Importante Nota di Redazione: con i tempi che
corrono è ancor più difficile attraversare i check-points degli
occupanti, e questo vuol dire, in parole povere, doversi spostare
anzi-tempo nelle città e villaggi dove si trovano gli ospedali,
per essere vicini e pronti per quando inizierà il travaglio. Ciò
significa, per essere sicuri di non rischiare di partorire ad un
check-point (se non ha creparci insieme al bambino), muoversi
anche settimane prima e provvedere a pernottamenti e pasti in
luoghi lontani da casa, mentre gli uomini fanno la spola e
trascorrono ore e giornate ai posti di blocco per riuscire a
continuare a lavorare.
Non aggiungiamo altro, a parte un
ringraziamento particolare a Roberto, Lelluccio, Danilo,
Mauro, Giuseppe, Vera, Laura.
Attendiamo fiduciosi una vostra maggiore e generosa
partecipazione, ringraziando, qui e ora, tutti coloro che
hanno fatto sentire la loro presenza.
FdF per la Redazione di
www.TerrasantaLibera.org
marzo 2010
http://www.terrasantalibera.org/solidarieta_per_fadi_e_filistinia.htm
http://www.holylandfree.org/solidarieta_per_fadi_e_filistinia.htm
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