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"Notizie dalla Terra Santa"

 

Anno VI - 2010

                                    www.TerraSantaLibera.org         www.HolyLandFree.org

Questa Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tutte le dichiarazioni degli autori nei testi citati, reputa che esse siano comunque utili fonti di informazione e riflessione.

Non omologati in alcun schieramento, in rispetto della libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo irrinunciabile e giusto dare spazio a molte voci del dissenso, altrove negate.

REDAZIONALE

Ancora una volta Erdogan ha dimostrato la superiorità della sua leadership

Per ben interpretare le notizie che ci provengono dalle agenzie di stampa riguardo allo sventato golpe in Turchia, non bisogna dimenticare gli antefatti: in Turchia era di recente stata smascherata, e resa innocua, una rete di agenti della Cia e del Mossad, la famigerata rete Ergenekon.

Evidentemente il lavoro svolto dalle agenzie usraeliane aveva già attecchito e prodotto i suoi frutti, lasciati però maturare e poi colti al momento opportuno dalle forze rimaste fedeli alla Nazione turca. 

Altro fattore da prendere in seria considerazione e correlato è la "crisi" provocata per mettere in difficoltà l’amministrazione greca (vedi link nel quale abbiamo già affrontato la questione “Chi c’è dietro la crisi europea”), Nazione colpevole di volersi sganciare progressivamente dalla Nato e di cercare di risolvere progressivamente il contenzioso Cipro-Turchia... E guarda caso, proprio poco tempo fa sono state "profanate" tombe ebraiche in Grecia... (ma gli autori erano della locale base britannica!...).

Come poi non vedere l'urgenza, da parte di qualche entità coloniale dell'area, di rimuovere l'esecutivo turco in carica, che vede nel suo leader, Erdogan, uno dei maggiori fustigatori della tirannide sionista per i crimini commessi ai danni di palestinesi e libanesi.

Infine, ma non per ultima, l'amicizia strategica manifestata da Erdogan nei confronti dei governi, libanese, iraniano, russo: cosa non di poco conto, vista la potenza militare turca e l'influenza che potrebbe avere la politica di questo esecutivo in previsione di scenari di guerra a breve termine e del peso che la Turchia avrebbe anche nei confronti delle nazioni europee. Non dimentichiamo che sia l'ingresso della Turchia, come quello di Israele, è stato più volte promosso e caldeggiato da diversi governanti europei, non ultimo proprio il Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, il quale ha più volte espresso il suo desiderio di vedere membri della Comunità Europea sia Israele che la Turchia.

Evidentemente però affinchè ciò possa avvenire sarebbe stata necessaria una modifica dell'assetto di governo in Turchia, più docile e arrendevole di fronte alla politica d'aggressione coloniale dello Stato ebraico sionista: arrendevolezza e servilismo già confermati invece dai nostrani leccapiedi di ogni colore politico, che si genuflettono e kippizzano in continuazione pur di restare in sella e godere dell'effimera ebrezza del potere...
 

Redazionale di FdF - TerraSantaLibera.org

in collaborazione con E.G. - cpeurasia


Sventato golpe militare in Turchia: oltre 40 fermi

Le autorità turche hanno sventato un tentativo di colpo di Stato militare e "oltre 40 persone sono state fermate". Il piano prevedeva di piazzare due bombe in due moschee di Istanbul e far salire la tensione con la Grecia spingendo i jet di Atene ad abbattere un aereo turco sull'Egeo per dimostrare l'incapacità del governo. - Ankara, 22-02-2010 - rainews24

 

Recep Tayyip Erdogan

 

Le autorità turche hanno sventato un tentativo di colpo di Stato militare e "oltre 40 persone sono state fermate". Lo ha annunciato il premier Recep Tayyip Erdogan.

Tra i 14 ufficali arrestati, sette in servizo e sette in congedo, ci sono l'ex capo di stato maggiore dell'aeronautica, Ibrahim Firtina, gli omologhi della marina, Ozden Ornek e dell'esercito Ergin Saygun.

Sono tutti accusati di aver organizzato l'operazione "Sledgehammer" che puntava a screditare il governo islamico moderato dell'Akp di Erdogan. Il piano è uno sviluppo dell'originario progetto di golpe Ergenekon portato alla luce la prima volta nel 2003.

Il piano prevedeva, tra l'altro, di piazzare due bombe in due moschee di Istanbul e far salire la tensione con la Grecia spingendo i jet di Atene ad abbattere un aereo turco sull'Egeo per dimostrare l'incapacità del governo. L'attuale capo dell'esercito, il generale Ilker Basbug ha rinviato un viaggio in Egitto, secondo quanto riferito dalla Cnn locale.

Sono circa quaranta i sospetti arrestati per il loro coinvolgimento in un tentato golpe
militare contro il governo del premier Recep Tayyp Erdogan.
"Questa mattina le nostre forze di sicurezza hanno fatto scattare una serie di arresti", ha annunciato lo stesso capo del governo di Ankara, in visita oggi a Madrid. "Per il
momento, oltre 40 persone sono state arrestate", ha precisato Erdogan, rispondendo alle domande dei cronisti sulla detenzione di tre generali in pensione, decisa nell'ambito di un'inchiesta sul tentato golpe.

Agli arresti sono finiti l'ex comandante delle forze armate, Ibrahim Firtina, l'ex comandante della marina, Ozden Ornek, e il generale Ergin Saygun. L'attuale capo delle forze armate, generale Ilker Basbung ha rinviato un viaggio in Egitto, appena appreso degli arresti eccellenti, oltre che di una serie di militari di vario grado. Il ministro dell'Interno, Besir Atalay, in visita in Spagna insieme a Erdogan, e' in continuo contatto con il suo staff per seguire gli sviluppi della vicenda.

I sospetti sono stati trasferiti da Ankara a Istanbul per gli interrogatori.

Secondo il sito del quotidiano Zaman, gli arresti sarebbero almeno cinquanta e riguarderebbero undici generali in pensione oltre ad alcuni ex colonnelli e ad ufficiali tuttora in servizio. Gli arresti, sostiene ancora Zaman, sono avvenuti ieri nell'ambito delle indagini sui casi Ergenekon e Balyoz, due presunti piani risalenti agli scorsi anni, finalizzati a compiere un colpo di stato contro il governo guidato dall'Akp.

Gli arresti sono stati condotti in varie citta' turche, insieme a numerose perquisizioni, su richiesta del procuratore capo di Istanbul.

Tra gli arrestati c'e' anche il generale Engin Alan, noto per aver avuto un ruolo chiave nell'arresto del leader del Pkk Abdullah Ocalan, avvenuto in Kenya nel 1999.

 

http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=138186

 

 

CORRELATI:

 

La lobby israeliana chiama la U. S. Congresso per fermare il processo Ergenekon in Turchia  

20 novembre 2009

 
(Foto: il senatore John McCain insieme con Duygu Ozcan Yurt e la cena annuale del JINSA).

L'enquête sur le réseau Ergenekon, qui préparait un coup d'État pour renverser le gouvernement Erdogan et instaurer une dictature militaire pro-US, a mis en évidence que cette organisation terroriste était une nouvelle forme du Gladio turc. L'inchiesta nella rete Ergenekon, che stava preparando un colpo di stato per rovesciare il governo di Erdogan e stabilire una dittatura militare, pro-USA, ha rivelato che l'organizzazione terroristica è stata una nuova forma di Gladio turca. Cependant, Ergenekon n'aurait pas seulement obéi à l'OTAN, mais aurait également entretenu des liens étroits avec le Mossad par l'intermédiaire du rabbin Tuncay Guney. Tuttavia, Ergenekon non solo rispettato la NATO, ma hanno anche mantenuto stretti legami con il Mossad, attraverso il rabbino Tuncay Guney.

On ne sera pas étonné d'apprendre qu'un séminaire s'est tenu, le 18 novembre 2009, au Congrès des États-Unis pour dénier l'existence d'Ergenekon et assurer qu'il s'agirait d'un mythe créé par le gouvernement Erdogan pour discréditer le général Mehmet Yaşar Büyükanıt, chef d'état-major, et les officiers pro-US qui l'entourent en vue d'instaurer un État islamique. Non saranno sorpresi di sapere che si è tenuto un seminario Novembre 18, 2009, il Congresso degli Stati Uniti a negare l'esistenza di Ergenekon e garantire che è un mito creato da il governo Erdogan per screditare il generale Mehmet Yasar Buyukanit, Capo di Stato Maggiore, e il pro-ufficiali di noi che lo circondano, al fine di creare uno stato islamico.

Les participants ont souligné que les États-Unis devaient d'urgence intervenir pour stopper le procès, mais qu'ils ne devaient pas le faire ouvertement car cela alimenterait les « théories conspirationistes" selon lesquelles, l'OTAN aurait créé en Turquie un « État profond » qui manipulerait ou tenterait de manipuler depuis des décennies les institutions publiques. I partecipanti hanno sottolineato che gli Stati Uniti dovrebbero intervenire con urgenza per fermare il processo, ma non dovrebbero farlo apertamente perché avrebbe alimentato le teorie "complotto" che la NATO avrebbe anche istituito uno "Stato profonda "che manipolano o tentare di manipolare decenni le istituzioni pubbliche.

Ce séminaire a été organisé par l'ARI Foundation, un discret think-tank chargé de promouvoir les relations entre Washington et Ankara. Il seminario è stato organizzato dalla Fondazione ARI, un think-tank carica discrete di promuovere i rapporti tra Washington e Ankara. En réalité, l'ARI Foundation est un faux-nez du lobby israélo-atlantique. In realtà, la Fondazione ARI è un sockpuppet della lobby israelo-atlantica. Dans la ligne du stratège Robert Strausz-Hupé , il préconise un axe Tel-Aviv-Ankara, sous les auspices de l'OTAN, pour contrôler le Proche-Orient. In linea stratega Robert Strausz-Hupe, si raccomanda un asse di Tel Aviv-Ankara, sotto l'egida della NATO, per controllare il Medio Oriente.
L'ARI Foundation a été créée à Washington au lendemain des attentats du 11-Septembre. ARI Fondazione è stata istituita a Washington dopo gli attentati dell'11 settembre. Depuis deux ans, elle édite une revue de sciences politiques, Turkish Policy Quaterly . Per due anni, pubblica una rivista di scienza politica, la politica turca Quarterly. Elle entretient des liens privilégiés avec l' AIPAC (American Israel Public Affairs Committee) et le JINSA (Jewish Institute for National Security Affairs).
Esso mantiene i legami con l'AIPAC (American Israel Public Affairs Committee) e JINSA (Jewish Institute for National Security Affairs). Son directeur, Yurter Ozcan, est un salarié du WINEP (Washington Institute for Near East Policy). Il suo direttore, Ozcan Yurt è un dipendente del WINEP (Washington Institute for Near East Policy). L'ARI Foundation compterait parmi ses membres les plus actifs Antony Blinken, le conseiller de sécurité nationale du vice-président Joe Biden. ARI Fondazione sarebbe tra i suoi membri più attivi Antony Blinken, il consigliere per la sicurezza nazionale di Vice President Joe Biden.

Leggi anche:
- « Ergenekon : une légende urbaine ? », par Orhan Kemal Cengiz, Réseau Voltaire , 9 juillet 2009. "Ergenekon: Una leggenda urbana?" Con Orhan Kemal Cengiz, Réseau Voltaire, July 9, 2009.
-
« L'organisation Ergenekon mise en cause pour ses relations privilégiées avec Hizb ut-Tahrir », par Mutlu Özay et Mustafa Turan, Réseau Voltaire , 3 août 2009. "L'organizzazione Ergenekon ritenuta responsabile per il suo rapporto con ut Hizb-Tahrir," da Mutlu e Özay Mustafa Turan, Réseau Voltaire, August 3, 2009.

Fonte : Réseau Voltaire   http://www.voltairenet.org/article163015.html

 

 

South Stream e "Relazioni pericolose"

di Aldo Braccio - 11 Agosto 2009 - eurasia-rivista.org

La Turchia ha autorizzato nei giorni scorsi la Russia a intraprendere gli studi per realizzare il passaggio del gasdotto South Strem dal territorio turco, precisamente dalle acque del mar Nero : è prevista anche la partecipazione della Gazprom alla realizzazione di un terminale GNL (Gas Naturale Liquefatto) nel Paese della Mezzaluna.
L’apertura del cantiere è annunciata per il novembre 2010 : Erdoğan e Putin hanno sottolineato nella conferenza stampa comune l’ottimo stato delle relazioni bilaterali turco – russe, relazioni che del resto non erano state indebolite ma semmai rafforzate dall’evolversi della situazione dell’altro grande progetto energetico (su ciò si veda “Progetto Nabucco : una conferma e qualche interessante novità”, www.eurasia-rivista.org, 14 – 7 – 2009) in corso d’opera ( o meglio di programmazione).
Putin ha anche preannunciato l’interessamento russo per l’oleodotto turco Samsun (mar Nero) – Ceyhan (Mediterraneo), “un progetto da sostenere e sul quale dobbiamo lavorare insieme”.
In questo scenario di rafforzata e positiva intesa l’Europa – che ha tutto da guadagnare in termini immediati di approvvigionamento energetico e più in generale in termini di iniziale integrazione euroasiatica - assume volutamente una posizione di basso profilo, sicchè è il solo Berlusconi a personalmente presenziare all’accordo turco-russo, riconoscendo che esso andrà a beneficio di tutta l’Europa.
Per il resto, serpeggia un certo fastidio, ben rappresentato da un editoriale di Franco Venturini apparso sul “Corriere della Sera” dell’8 agosto : si tratta di “Relazioni pericolose” (titolo dell’articolo) : “La ‘guerra dei gasdotti’ è la vera partita geostrategica del nostro tempo (…) La Russia è un fornitore affidabile, ma la fine del confronto tra i blocchi ha incoraggiato il Cremino a fare del suo gas una potente arma politica che autorizza prudenziali timori (…) Gli USA, forse ancor più dell’Europa, hanno capito che occorre trovare subito forniture di gas non russe se si vuole che il Nabucco decolli e che buona parte del territorio Nato eviti di finire sotto il potenziale ricatto energetico do Mosca”. Non mancano, in questo testo esemplare, tirate d’orecchi per Berlusconi (che ha “sistematicamente aiutato la Russia”), per la Turchia (che fa “il doppio gioco”) e naturalmente per la Russia stessa, che va “associata all’Occidente”, dopo “qualche parola chiara sui diritti civili, sulla libertà di stampa, sull’amministrazione della giustizia”. La controffensiva mediatica “occidentale” è già in atto, ben poco interessata ai reali interessi europei in gioco.

*Aldo Braccio, analista geopolitico, esperto di Turchia, è redattore di Eurasia. Rivista di studi geopoilitici.

http://www.eurasia-rivista.org/cogit_content/articoli/EkVpppkkAEqQGhKLQX.shtml

 


 

Link a questa pagina: http://www.terrasantalibera.org/sventato_golpe_in_turchia.htm

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