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REDAZIONALE
Ancora una volta Erdogan ha dimostrato
la
superiorità della sua leadership
Per ben interpretare le notizie che ci provengono dalle agenzie di
stampa riguardo allo sventato golpe in Turchia, non bisogna dimenticare
gli antefatti: in Turchia era di recente stata smascherata, e resa
innocua, una rete di agenti della Cia e del Mossad, la famigerata rete
Ergenekon.
Evidentemente il lavoro svolto dalle agenzie usraeliane aveva già
attecchito e prodotto i suoi frutti, lasciati però maturare e poi colti
al momento opportuno dalle forze rimaste fedeli alla Nazione turca.
Altro fattore da prendere in seria considerazione e correlato è la
"crisi" provocata per mettere in difficoltà l’amministrazione greca
(vedi link nel quale abbiamo già affrontato la questione “Chi c’è dietro
la crisi europea”), Nazione colpevole di volersi sganciare
progressivamente dalla Nato e di cercare di risolvere progressivamente
il contenzioso Cipro-Turchia... E guarda caso, proprio poco tempo fa
sono state "profanate" tombe ebraiche in Grecia... (ma gli autori erano
della locale base britannica!...).
Come
poi non vedere l'urgenza, da parte di qualche entità coloniale
dell'area, di rimuovere l'esecutivo turco in carica, che vede nel suo
leader, Erdogan, uno dei maggiori fustigatori della tirannide sionista
per i crimini commessi ai danni di palestinesi e libanesi.
Infine, ma non per ultima, l'amicizia strategica manifestata da Erdogan
nei confronti dei governi, libanese, iraniano, russo: cosa non di poco
conto, vista la potenza militare turca e l'influenza che potrebbe avere
la politica di questo esecutivo in previsione di scenari di guerra a
breve termine e del peso che la Turchia avrebbe anche nei confronti
delle nazioni europee. Non dimentichiamo che sia l'ingresso della
Turchia, come quello di Israele, è stato più volte promosso e
caldeggiato da diversi governanti europei, non ultimo proprio il
Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, il quale ha più
volte espresso il suo desiderio di vedere membri della Comunità Europea
sia Israele che la Turchia.
Evidentemente però affinchè ciò possa avvenire sarebbe stata necessaria
una modifica dell'assetto di governo in Turchia, più docile e
arrendevole di fronte alla politica d'aggressione coloniale dello Stato
ebraico sionista: arrendevolezza e servilismo già confermati invece dai
nostrani leccapiedi di ogni colore politico, che si genuflettono e
kippizzano in continuazione pur di restare in sella e godere
dell'effimera ebrezza del potere...
Redazionale di FdF -
TerraSantaLibera.org
in collaborazione con E.G. -
cpeurasia
Sventato golpe militare in Turchia: oltre 40 fermi
Le autorità
turche hanno sventato un tentativo di colpo di Stato militare e "oltre
40 persone sono state fermate". Il piano prevedeva di piazzare due bombe
in due moschee di Istanbul e far salire la tensione con la Grecia
spingendo i jet di Atene ad abbattere un aereo turco sull'Egeo per
dimostrare l'incapacità del governo. -
Ankara, 22-02-2010 - rainews24

Recep Tayyip Erdogan
Le autorità turche hanno sventato un tentativo di colpo
di Stato militare e "oltre 40 persone sono state fermate". Lo ha
annunciato il premier Recep Tayyip Erdogan.
Tra i 14 ufficali arrestati, sette in servizo e sette in
congedo, ci sono l'ex capo di stato maggiore dell'aeronautica, Ibrahim
Firtina, gli omologhi della marina, Ozden Ornek e dell'esercito Ergin
Saygun.
Sono tutti accusati di aver organizzato l'operazione
"Sledgehammer" che puntava a screditare il governo islamico moderato
dell'Akp di Erdogan. Il piano è uno sviluppo dell'originario progetto di
golpe Ergenekon portato alla luce la prima volta nel 2003.
Il piano prevedeva, tra l'altro, di piazzare due bombe in
due moschee di Istanbul e far salire la tensione con la Grecia spingendo
i jet di Atene ad abbattere un aereo turco sull'Egeo per dimostrare
l'incapacità del governo. L'attuale capo dell'esercito, il generale
Ilker Basbug ha rinviato un viaggio in Egitto, secondo quanto riferito
dalla Cnn locale.
Sono circa quaranta i sospetti arrestati per il loro
coinvolgimento in un tentato golpe
militare contro il governo del premier Recep Tayyp Erdogan.
"Questa mattina le nostre forze di sicurezza hanno fatto scattare una
serie di arresti", ha annunciato lo stesso capo del governo di Ankara,
in visita oggi a Madrid. "Per il
momento, oltre 40 persone sono state arrestate", ha precisato Erdogan,
rispondendo alle domande dei cronisti sulla detenzione di tre generali
in pensione, decisa nell'ambito di un'inchiesta sul tentato golpe.
Agli arresti sono finiti l'ex comandante delle forze armate, Ibrahim
Firtina, l'ex comandante della marina, Ozden Ornek, e il generale Ergin
Saygun. L'attuale capo delle forze armate, generale Ilker Basbung ha
rinviato un viaggio in Egitto, appena appreso degli arresti eccellenti,
oltre che di una serie di militari di vario grado. Il ministro
dell'Interno, Besir Atalay, in visita in Spagna insieme a Erdogan, e' in
continuo contatto con il suo staff per seguire gli sviluppi della
vicenda.
I sospetti sono stati trasferiti da Ankara a Istanbul per gli
interrogatori.
Secondo il sito del quotidiano Zaman, gli arresti sarebbero almeno
cinquanta e riguarderebbero undici generali in pensione oltre ad alcuni
ex colonnelli e ad ufficiali tuttora in servizio. Gli arresti, sostiene
ancora Zaman, sono avvenuti ieri nell'ambito delle indagini sui casi
Ergenekon e Balyoz, due presunti piani risalenti agli scorsi anni,
finalizzati a compiere un colpo di stato contro il governo guidato
dall'Akp.
Gli arresti sono stati condotti in varie citta' turche,
insieme a numerose perquisizioni, su richiesta del procuratore capo di
Istanbul.
Tra gli arrestati c'e' anche il generale Engin Alan, noto
per aver avuto un ruolo chiave nell'arresto del leader del Pkk Abdullah
Ocalan, avvenuto in Kenya nel 1999.
http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=138186
CORRELATI:
La lobby israeliana chiama la U. S. Congresso per fermare
il processo Ergenekon in Turchia
20
novembre 2009
 
(Foto: il senatore John McCain insieme con Duygu Ozcan Yurt e la cena
annuale del JINSA).
L'enquête sur
le réseau Ergenekon, qui préparait un coup d'État pour renverser le
gouvernement Erdogan et instaurer une dictature militaire pro-US, a mis
en évidence que cette organisation terroriste était une nouvelle forme
du Gladio turc.
L'inchiesta nella rete Ergenekon, che stava preparando un colpo di stato
per rovesciare il governo di Erdogan e stabilire una dittatura militare,
pro-USA, ha rivelato che l'organizzazione terroristica è stata una nuova
forma di Gladio turca. Cependant, Ergenekon
n'aurait pas seulement obéi à l'OTAN, mais aurait également entretenu
des liens étroits avec le Mossad par l'intermédiaire du rabbin Tuncay
Guney. Tuttavia, Ergenekon non solo rispettato la NATO, ma hanno
anche mantenuto stretti legami con il Mossad, attraverso il rabbino
Tuncay Guney.
On ne sera pas étonné d'apprendre qu'un séminaire s'est tenu, le 18
novembre 2009, au Congrès des États-Unis pour dénier l'existence
d'Ergenekon et assurer qu'il s'agirait d'un mythe créé par le
gouvernement Erdogan pour discréditer le général Mehmet Yaşar Büyükanıt,
chef d'état-major, et les officiers pro-US qui l'entourent en vue
d'instaurer un État islamique.
Non saranno sorpresi di sapere che si è tenuto un seminario Novembre 18,
2009, il Congresso degli Stati Uniti a negare l'esistenza di Ergenekon e
garantire che è un mito creato da il governo Erdogan per screditare il
generale Mehmet Yasar Buyukanit, Capo di Stato Maggiore, e il
pro-ufficiali di noi che lo circondano, al fine di creare uno stato
islamico.
Les participants ont souligné que les États-Unis devaient d'urgence
intervenir pour stopper le procès, mais qu'ils ne devaient pas le faire
ouvertement car cela alimenterait les « théories conspirationistes"
selon lesquelles, l'OTAN aurait créé en Turquie un « État profond » qui
manipulerait ou tenterait de manipuler depuis des décennies les
institutions publiques. I partecipanti hanno sottolineato che gli Stati Uniti
dovrebbero intervenire con urgenza per fermare il processo, ma non
dovrebbero farlo apertamente perché avrebbe alimentato le teorie
"complotto" che la NATO avrebbe anche istituito uno "Stato profonda "che
manipolano o tentare di manipolare decenni le istituzioni pubbliche.
Ce séminaire a été organisé par l'ARI Foundation, un discret think-tank
chargé de promouvoir les relations entre Washington et Ankara.
Il seminario è stato organizzato dalla Fondazione ARI, un think-tank
carica discrete di promuovere i rapporti tra Washington e Ankara.
En réalité, l'ARI Foundation est un faux-nez
du lobby israélo-atlantique. In realtà, la Fondazione ARI è un
sockpuppet della lobby israelo-atlantica.
Dans la ligne du stratège
Robert Strausz-Hupé , il préconise un axe Tel-Aviv-Ankara, sous les
auspices de l'OTAN, pour contrôler le Proche-Orient. In linea
stratega
Robert Strausz-Hupe, si raccomanda un asse di Tel Aviv-Ankara, sotto
l'egida della NATO, per controllare il Medio Oriente.
L'ARI Foundation a été créée à Washington au
lendemain des attentats du 11-Septembre. ARI Fondazione è stata
istituita a Washington dopo gli attentati dell'11 settembre.
Depuis deux ans, elle édite une revue de
sciences politiques, Turkish Policy Quaterly . Per due
anni, pubblica una rivista di scienza politica, la politica turca
Quarterly. Elle entretient des liens
privilégiés avec l'
AIPAC (American Israel Public Affairs Committee) et le JINSA (Jewish
Institute for National Security Affairs).
Esso mantiene i legami con
l'AIPAC
(American Israel Public Affairs Committee) e JINSA (Jewish Institute for
National Security Affairs).
Son directeur, Yurter Ozcan, est un
salarié du WINEP (Washington Institute for Near East Policy).
Il suo direttore, Ozcan Yurt è un dipendente del WINEP (Washington
Institute for Near East Policy). L'ARI
Foundation compterait parmi ses membres les plus actifs Antony Blinken,
le conseiller de sécurité nationale du vice-président Joe Biden.
ARI Fondazione sarebbe tra i suoi membri più attivi Antony Blinken, il
consigliere per la sicurezza nazionale di Vice President Joe Biden.
Leggi anche:
- «
Ergenekon : une légende urbaine ?
», par Orhan Kemal Cengiz, Réseau Voltaire , 9 juillet 2009.
"Ergenekon: Una leggenda urbana?"
Con Orhan Kemal Cengiz,
Réseau
Voltaire,
July 9, 2009.
-
«
L'organisation Ergenekon mise en cause pour ses relations privilégiées
avec Hizb ut-Tahrir
», par Mutlu Özay et Mustafa Turan, Réseau Voltaire , 3 août
2009.
"L'organizzazione Ergenekon ritenuta responsabile per il suo rapporto
con ut Hizb-Tahrir,"
da Mutlu e Özay Mustafa Turan, Réseau Voltaire, August 3, 2009.
Fonte : Réseau
Voltaire
http://www.voltairenet.org/article163015.html
South Stream e "Relazioni pericolose"
di Aldo Braccio -
11 Agosto 2009 - eurasia-rivista.org
La Turchia ha autorizzato nei giorni scorsi la Russia a intraprendere
gli studi per realizzare il passaggio del gasdotto South Strem dal
territorio turco, precisamente dalle acque del mar Nero : è prevista
anche la partecipazione della Gazprom alla realizzazione di un terminale
GNL (Gas Naturale Liquefatto) nel Paese della Mezzaluna.
L’apertura del cantiere è annunciata per il novembre 2010 : Erdoğan e
Putin hanno sottolineato nella conferenza stampa comune l’ottimo stato
delle relazioni bilaterali turco – russe, relazioni che del resto non
erano state indebolite ma semmai rafforzate dall’evolversi della
situazione dell’altro grande progetto energetico (su ciò si veda
“Progetto Nabucco : una conferma e qualche interessante novità”,
www.eurasia-rivista.org, 14 – 7 – 2009) in corso d’opera ( o meglio di
programmazione).
Putin ha anche preannunciato l’interessamento russo per l’oleodotto
turco Samsun (mar Nero) – Ceyhan (Mediterraneo), “un progetto da
sostenere e sul quale dobbiamo lavorare insieme”.
In questo scenario di rafforzata e positiva intesa l’Europa – che ha
tutto da guadagnare in termini immediati di approvvigionamento
energetico e più in generale in termini di iniziale integrazione
euroasiatica - assume volutamente una posizione di basso profilo, sicchè
è il solo Berlusconi a personalmente presenziare all’accordo
turco-russo, riconoscendo che esso andrà a beneficio di tutta l’Europa.
Per il resto, serpeggia un certo fastidio, ben rappresentato da un
editoriale di Franco Venturini apparso sul “Corriere della Sera” dell’8
agosto : si tratta di “Relazioni pericolose” (titolo dell’articolo) :
“La ‘guerra dei gasdotti’ è la vera partita geostrategica del nostro
tempo (…) La Russia è un fornitore affidabile, ma la fine del confronto
tra i blocchi ha incoraggiato il Cremino a fare del suo gas una potente
arma politica che autorizza prudenziali timori (…) Gli USA, forse ancor
più dell’Europa, hanno capito che occorre trovare subito forniture di
gas non russe se si vuole che il Nabucco decolli e che buona parte del
territorio Nato eviti di finire sotto il potenziale ricatto energetico
do Mosca”. Non mancano, in questo testo esemplare, tirate d’orecchi per
Berlusconi (che ha “sistematicamente aiutato la Russia”), per la Turchia
(che fa “il doppio gioco”) e naturalmente per la Russia stessa, che va
“associata all’Occidente”, dopo “qualche parola chiara sui diritti
civili, sulla libertà di stampa, sull’amministrazione della giustizia”.
La controffensiva mediatica “occidentale” è già in atto, ben poco
interessata ai reali interessi europei in gioco.
*Aldo
Braccio, analista geopolitico, esperto di Turchia, è redattore di
Eurasia. Rivista di studi geopoilitici.
http://www.eurasia-rivista.org/cogit_content/articoli/EkVpppkkAEqQGhKLQX.shtml
Link a questa pagina:
http://www.terrasantalibera.org/sventato_golpe_in_turchia.htm
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